Questione rifiuti: Saliceti a pieno regime, ma la situazione spazzatura in città non cambia

LA SPEZIA– Novità importanti , soprattutto per chi segue la tematica dei rifiuti, ci sono giunte questa mattina dall’ingegner Giulio Maggi, responsabile in Acam dell’ impiantistica dedicata. Come redazione, in collaborazione con Comitati Spezzini, abbiamo chiesto all’ingegnere di chiarire alcuni punti riguardanti il funzionamento attuale e futuro degli impianti di Saliceti e Boscalino.

Per quel che riguarda Saliceti, dopo l’ incendio del marzo 2013, sviluppatosi nel complesso sito nel comune di Vezzano Ligure, la sezione deputata alla produzione di Frazione Organica Stabilizzata (FOS) e di Combustibile Solido Secondario (CSS) è rientrata in pieno esercizio nel settembre del 2014 . Il gestore ha potuto far fronte ai danni ricevendo  l’indennizzo assicurativo. Allo stato attuale, dall’impianto esitano 3 frazioni: materiale biostabilizzato (codice 191212) e, come già detto, CSS (un combustibile ottenuto dalla componente secca  dei rifiuti non pericolosi, sia urbani sia speciali, tramite appositi trattamenti di separazione da altri materiali non combustibili, come vetro, metalli e inerti)  e FOS ( frazione organica stabilizzata: compost fuori specifica, secondo l’individuazione data dal codice CER, è il risultato di un processo d’igienizzazione e stabilizzazione della componente organica di RSU, Rifiuti Solidi Urbani).

Il Polo per il Trattamento Meccanico Biologico del rifiuto (per l’appunto il TMB di Saliceti), dopo essere stato sottoposto ad adeguamenti, risulta oggi in grado di trattare quasi tutto il “ tal quale” (termine usato per indicare i rifiuti solidi urbani che non hanno subito alcun tipo di trattamento atto a diminuirne il volume o ad alterarne il contenuto) prodotto in Provincia. Per cui l’ export delle 15 mila tonnellate che eccedevano la capacità dell’ impianto si sarebbe sensibilmente ridotto. Preso atto di tali indicazioni, abbiamo chiesto di accedere ai dati quali quantitativi relativi alle tre frazioni in uscita, a quelli inerenti il loro smaltimento ed alla destinazione finale. Per ciò che attiene ai costi, ci è stato anticipato che al presente, per il trasporto e lo smaltimento del CSS, siamo attestati intorno agli 80 euro/ ton.

Altra questione: considerato che il Piano Regionale, in coerenza con la legge regionale sull’ATO unica, prefigura la possibilità di gestire i rifiuti oltre il vecchio ambito provinciale, abbiamo chiesto all’ingegner Maggi di chiarire come le aree di Saliceti e di Boscalino possano far fronte a tale scenario.
Saliceti dopo gli adeguamenti sarebbe addirittura in grado di trattare oltre alle attuali 90 mila, altre 30 mila tonnellate/anno che si presume potrebbero arrivare dal Levante genovese.
Boscalino invece avrebbe bisogno di un nuovo impianto per il Trattamento dell’umido, di tipo anaerobico; quest’ultimo, afferma Maggi, dovrebbe, senza alcun problema logistico, trovare spazio tra la massa delle ceneri lasciate dal vecchio bruciatore del CIR ed i moduli dell’ impianto aerobico inaugurato nel 2002, ma di fatto mai andato a regime. L’impianto anaerobico (già in passato bocciato da Comitati Spezzini: qui l’articolo), sarebbe dotato di silos per la trasformazione in gas metanifero della FORSU (Frazione Organica da Rifiuto Urbano anche fuori specifica) ed eventualmente fanghi biologici. Il gas verrebbe poi bruciato in loco mediante una centrale termica prossima ad 1 Mw di potenza. Per tale scenario è stato commissionato da Acam uno studio di fattibilità di cui richiederemo copia previa istanza d’accesso agli atti. Si presume che il cosiddetto digestato, materiale di risulta del trattamento anaerobico della FORSU, possa essere trattato nel già presente impianto aerobico, che però ha una taglia non molto elevata, 8000 ton./anno.

Ci sorge spontanea una domanda. Lo scorso anno, per “giustificare” il mancato ritiro della spazzatura, ci venne detto che c’erano problemi perché Saliceti, dopo l’incendio, era impraticabile. Oggi funziona a pieno ritmo, ma continuano a persistere problemi con la raccolta dei rifiuti. Perché?

(In collaborazione con Corrado Cucciniello)

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