Città delle Idee, il Comitato Sarzana, che botta!: troppi temi, pochi dati

SARZANA– “Se non si mettono i cittadini in condizione di essere veramente informati sulle condizioni del nostro territorio, sullo stato di attuazione del vecchio Piano regolatore, sulle numerose varianti che sono state apportate, se non si concede loro più tempo per assimilare i contenuti delle relazioni dei docenti previste per venerdì 28, si rischia che la giornata del 29 novembre si trasformi in un parlarsi addosso generico e inconcludente, un mugugno sulle cose che non vanno e in un disordinato libro dei sogni”. Nella riunione di lunedì 3 al Centro Barontini il Comitato Sarzana, che botta! ha iniziato l’esame dei temi, partendo dai materiali messi a disposizione sul sito La Città delle Idee. E ha prodotto una preoccupata riflessione. Trentadue temi distribuiti in cinque relazioni in una sola mezza giornata non si sviscerano neppure ai convegni universitari. Da questa considerazione non è scaturita una bocciatura dell’iniziativa, bensì un appello un appello al sindaco Cavarra per chiedere che le due giornate della Città delle Idee sia l’inizio di un processo partecipativo continuo, che conceda altro tempo ai comuni cittadini per studiare e formulare proposte.
In caso contrario – si legge in una nota del Comitato” – il confronto si limiterà agli addetti ai lavori (architetti, ingegneri, geometri, impresari edili) e la partecipazione sarà ancora una volta un’operazione di facciata. Chiediamo che il Comune garantisca strutture di sostegno per le attività di conoscenza dei dati, che venga individuato un garante della partecipazione esterno all’amministrazione sul modello della Regione Toscana, che guidi e coordini un processo partecipativo continuo per tutto l’iter del PUC”.
Il Comitato evidenzia gravi lacune nei materiali messi a disposizione sul sito. “Il quadro conoscitivo, per chi voglia partecipare in modo consapevole, informato e non generico e populista, è davvero lacunoso. Per ora sul sito del Comune sono reperibili il Programma elettorale del Sindaco, le Linee Guida della giunta Caleo, il Piano Regolatore del 1994. Si sono già tagliate le proposte di associazioni e comitati alle Linee Guida. In quei documenti si formulavano precise richieste proprio per informare con completezza i cittadini. Invece si è pubblicato il Piano Regolatore nella forma adottata venti anni fa, omettendo d’inserire le 32 varianti che lo hanno stravolto. Nell’Area Progetto di via Muccini il Piano Botta non esiste: c’è ancora il Piano Particolareggiato Piarulli del 2000. Tavolara appare ancora una distesa agricola con una piccola zona artigianale di quattro capannoni. E gli altri quattordici approvati nel 2008? Ci fermiamo agli esempi più eclatanti. Il sindaco capirà che si sfiora il ridicolo anche di fronte agli eccellenti professori incaricati delle relazioni”.
Da queste considerazioni il Comitato ribadisce la validità di quanto proposto nel 2011. E richiama alcuni punti: conoscere lo stato di attuazione del Piano Regolatore e delle Varianti ad esso apportate, un’analisi dei motivi delle mancate realizzazioni (ad esempio Tavolara o via Muccini o la Città Giardino), un censimento delle unità immobiliari invendute o non locate, lo stato degli inquinamenti acustici, atmosferici ed elettromagnetici, i dati sui flussi di traffico.

www.sarzanachebotta.org

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