ASL 5: la dottoressa Decia Carlucci non vorrà mica mangiare la nonna?

LA SPEZIA – Riceviamo e pubblichiamo una lettera giunta alla redazione di LaSpeziaOggi, a firma della dottoressa Decia Carlucci, direttrice del Presidio Ospedaliero dell’ASL 5. In questa lettera, oggettivamente di difficile comprensione ma che di seguito pubblichiamo integralmente, viene richiesta conforme rettifica, senza specificare però a quale articolo si riferisce (normalmente si indica il titolo dell’articolo, la data di pubblicazione e il nome di chi lo ha firmato).

Supponiamo potesse riferirsi ad uno dei seguenti articoli pubblicati nelle settimane scorse:

Sanità spezzina: auguri di buon lavoro ai due nuovi primari, ma i dirigenti non ruotano

Cambio ai vertici ASL? Le cariche non vengano più decise nelle segreterie dei partiti

Il direttore dell’ASL 5 Gianfranco Conzi non nasconda la testa sotto la sabbia: i cittadini meritano risposte (articolo però a firma di Fabio Vistori)

La lettera

“In relazione ad articoli attinenti la “Sanità spezzina” attribuiti alla Sig.ra Paola Settimini pubblicati su Codesto giornale sono obbligata a rappresentare che quanto “preteso” con soggettivo riferimento alla sottoscritta testimonia sostanziale ignoranza degli argomenti trattati, disinformazione in danno anche ad eventuali lettori ed il perseguimento di obiettivi divergenti dall’interesse generale.
Premesso che la rotazione generalizzata degli incarichi dirigenziali è comunque un “rimedio” approssimativo considerato che sacrifica la competenza e l’esperienza e che l’estensione ai dirigenti medici specialistici (chirurgo, pediatra, ortopedico ecc.) è evidentemente surreale e notoriamente illegittima, è stato infatti omesso sia che Dirigenti medici citati sono stati scelti dal Direttore Generale per la sostituzione di Direttori di Struttura Complessa collocati a riposo sia che alla sottoscritta è stato attribuito, peraltro in qualità di vincitrice di Concorso pubblico, analogo incarico di Direttore di Struttura Complessa (Direzione Medica del Presidio) che richiedeva, e richiede, specializzazione parimenti vincolante ed esclusiva.
Poiché la conferma dell’incarico anche in relazione ad un comportamento sempre integerrimo, peraltro subordinata a formale verifica periodica, ancorché non gradita dalla Sig.ra Paola Settimini non autorizza speculative insinuazioni invito a pubblicare conforme rettifica degli articoli in argomento con pari evidenza come previsto dalla vigente normativa.
Cordiali saluti
Dr.ssa Decia Carlucci”

La risposta

A parere della dottoressa Carlucci, dunque, la rotazione dei dirigenti AMMINISTRATIVI (perchè nessuno ha mai parlato ovviamente di rotazione dei medici, tanto meno noi) è un rimedio approssimativo. Dimentica forse  che è il legislatore che prevede la rotazione, quindi la legge deve essere applicata anche se non gradita. Quindi chi è il disinformato? Premesso anche che nessuno impone al Direttore Generale di nominare altra persona che abbia minori o diverse competenze (e non si crede che vi sia qualcuno di insostituibile e indispensabile, nemmeno all’ASL della Spezia), e premesso ancora che la continuità invocata dalla Carlucci è ugualmente e certamente garantita dalla presenza di altri funzionari e dirigenti – evidentemente sostituiti non insieme a quelli apicali (se la signora Carlucci desidera qualche esempio, veda i comandi militari) e premesso infine che, invece, si ritiene che la rotazione sia un ottimo sistema per evitare (o tentare di evitare) le c.d. rendite di posizione e i nepotismi di ogni risma. Tutto ciò premesso, nessuno ha messo in dubbio che vi siano stati concorsi all’origine delle nomine, né che vi siano state verifiche (o controlli), ciò non di meno, la legge prevede e prescrive rotazione, quindi si chiede che la legge sia applicata.

Infine, sull’uso della punteggiatura nella lingua italiana ci permettiamo di fornire un elemento di riflessione alla dottoressa Decia Carlucci che evidentemente ne ignora il corretto utilizzo. Un esempio latino molto celebre è “ibis redibis non morieris in bello”:  il responso della Sibilla a chi l’interrogava prima di andare in guerra. La posizione della pausa nella lettura (e quindi della virgola) cambia tutto:

(1) ibis, redibis, non morieris in bello (andrai, ritornerai e non morirai in guerra)

(2) ibis, redibis non, morieris in bello (andrai, non ritornerai e morirai in guerra)
Più semplicemente possiamo utilizzare la frase italiana “Vado a mangiare, nonna” o “Vado a mangiare nonna” in cui la presenza o meno della virgola cambia il senso del discorso…
carlucci
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