Guerri: Emarginazione ed esclusione sociale nella sanità spezzina.

LA SPEZIA“Un articolo del Corriere della Sera dello scorso 2 novembre ha illustrato nel dettaglio lo scenario degli sprechi nella sanità relativo al periodo 2013/2014, così come messo a fuoco e sanzionato dalla Corte dei Conti nell’ambito di una ricognizione delle spese perpetrate dalle Regioni. I soldi destinati alla sanità ma non utilizzati per la salute dei cittadini bensì tecnicamente sperperati ammontano a circa 6miliardi di euro. Oltre a misurare questa voragine, dobbiamo calcolare i numerosi tagli che incidono sulla possibilità per le persone di essere adeguatamente assistite e curate dalla sanità pubblica. Alla Spezia continuiamo – ahinoi! – a registrare quasi quotidianamente situazioni che descrivono con chiarezza questa tendenza a dimenticare i bisogni di coloro che soffrono manifestandone gli effetti più dannosi e se non disumani. Rientra in questa casistica un episodio che di recente ha riguardato uno spezzino di 88 anni, già in precarie condizioni fisiche, il quale,  dopo aver subito un intervento alla vescica presso l’ospedale San Bartolomeo di Sarzana, è stato considerato talmente autosufficiente da poter rientrare a casa con mezzi propri (tanto da ritrovarsi obbligato a usufruire di un’ambulanza a proprie spese), senza aver cura della presa in carico per la degenza post-operatoria. Lo stesso si può asserire trattando delle condizioni in cui viene lasciato un reparto estremamente delicato come la cardiologia, dove, invece che le deroghe per assumere i medici che mancano, si continua a chiedere straordinari al personale attuale, mettendo così a dura prova l’efficacia e l’efficienza di un servizio al quale è affidata la vita delle persone, e che per essere all’altezza di questo compito ha l’obbligo di rispondere a standard organizzativi e prestazionali stabiliti dalla legge, ma che ad oggi, nella nostra città, continuano ad essere disattesi.
A tal proposito, non si capisce il perché dell’aver speso tanti soldi per aprire una shock-room, quando, fatta la passerella mediatica dell’inaugurazione in pompa magna, la nuova struttura è rimasta chiusa a chiave, come riscontrato da chi ha avuto bisogno di recarsi al pronto soccorso. Un’altra domanda a cui non si deve sottrarre chi ha in consegna, per obblighi istituzionali, la tutela della salute dei cittadini riguarda la decisione del governo di portare da 350milioni a 250milioni il fondo per la non autosufficienza. Si deve dire, in modo trasparente e in termini precisi, quali ricadute deriveranno sulla vita degli spezzini da questi nuovi tagli. E si deve anche dire come si pensa di garantire il diritto costituzionale alla salute, coscienti che, da una parte continuano ad essere sempre di meno le risorse destinate ad erogare le cure secondo livelli idonei e, dall’altro, si seguita a sbandierare l’esistenza di soldi vincolati a una finalità futura, quale il fantomatico nuovo ospedale. Con questi presupposti un ospedale nuovo non vedrà mai la luce, essendo insufficienti e virtuali i soldi allo scopo e la campagna mediatica in atto potrà servire solo come sviamento a livello propagandistico rispetto ai gravi disagi che sono all’ordine del giorno nella vita reale delle famiglie spezzine. E’ giunto il momento che a queste problematiche risponda in prima persona il Sindaco, il quale può detenere e ampliare le proprie responsabilità politico-amministrative nei confronti della nostra comunità a condizione che abbia come priorità nell’impegno quotidiano il dovere di dare risposte, garanzie e soluzioni al problema più grosso che la comunità stessa sta affrontando: l’emarginazione se non l’esclusione sociale.”

Giulio Guerri – consigliere comunale lista civica “Per la Nostra Città”

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