Tania, la guerrigliera che morì con il Che

Haydée Tamara Bunke Bider, conosciuta come Tania la Guerrigliera, fu uccisa 29 anni il 31 agosto 1967, a Río Grande in Bolivia, mentre combatteva nel distaccamento di Joaquín, che faceva parte dell’Esercito di Liberazione di Ernesto Che Guevara. Si racconta che quando il Che fu informato della sua morte, era come se gli fosse morto un figlio. Haydée Tamara Bunke Bider nasce il 19 novembre 1937 a Buenos Aires, da una famiglia comunista fuggita dal nazismo. Nel 1952 alla caduta del nazismo ritorna con la famiglia nella Repubblica Democratica Tedesca e studia alla scuola “Clara Zetkin”. Nel 1956, si trasferisce a Berlino e inizia a lavorare nel Ministero per gli Affari Esteri e successivamente nella Federazione della Gioventù Libera Tedesca. Prosegue gli all’Università Humbolt e lavora come interprete. Sono gli anni della Rivoluzione cubana e nel 1960 conosce il Che. Nel 1961 lavora per le delegazioni straniere in visita all’Istituto di Amicizia con i Popoli, al Ministero dell’Educazione, alla Federazione delle Donne Cubane, ai Comitati di Difesa della Rivoluzione.
Nella primavera del 1964, Tania è incaricata di una missione speciale: infiltrarsi nella società boliviana e raccogliere informazioni sulle élite politica della Bolivia e la forza delle sue forze armate. Benigno racconta come, poco dopo l’arrivo a La Paz, venne a sapere che il figlio del capo dell’esercito, il generale Alfredo Ovando Candia, stava progettando di studiare in Germania. Dopo aver scoperto dove il generale viveva, affittò una stanza vicina e mise un cartello con scritto “lezioni di tedesco“. Lo stratagemma funzionò e iniziò a insegnare il tedesco al figlio del generale. Attraverso di lui riesce a conoscere tutta l’alta società boliviana. Utilizzando la storia che era in Bolivia per studiare il folklore, viaggia per tutto il paese per capire lo stato d’animo popolare. Contrae un matrimonio di convenienza con un giovane studente per acquisire la cittadinanza boliviana. Il suo obiettivo principale era spiare l’elìte politica e militare del paese. Conosce Barrientos e va in vacanza con lui in Perù. Quando Barrientos ferocemente anti-comunista scopre, attraverso disertori, che Tania era una guerrigliera va su tutte le furie. Tania è costretta ad abbandonare il travestimento borghese e si unisce alla banda del Che. Nell’aprile del 1967, il gruppo rivoluzionario è ridotto a poche decine di combattenti. Per avere più agilità di movimento i guerriglieri sono divisi in due colonne. Tania, che soffriva di una febbre alta e di un infortunio alla gamba, rimane nella retroguardia con altri 16 combattenti in difficoltà, mentre Guevara, Benigno e gli altri vanno avanti. Il 31 agosto 1967 il distaccamento cadde in una imboscata e Tania è uccisa. L’anno prima della morte Tania aveva scritto una poesia: “Il mio nome un giorno sarà dimenticato e nulla di me rimane sulla Terra”. Oggi oltre ai libri e film su di lei, il suo nome è ormai inciso accanto al Che Guevara accanto al mausoleo gigante costruito in suo onore a Cuba.
Il ricordo più bello a Tania fu scritto a Camiri, città boliviana del dipartimento di Santa Cruz, dal giornalista e poeta Arnulfo Peña con la pubblicazione della favola di un fiore che nasceva dal Río Grande. Con la favola si raccontava la storia di Tania la Guerrigliera. La dittatura boliviano non perdonò il poeta e Arnulfo Peña pagò con la vita questo favola: fu torturato, ucciso e tutte le sue poesie bruciate.

(Daniele Ceccarini)

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