"Sign Against Stroke" carta globale del paziente con fibrillazione atriale

LA SPEZIA- In occasione della Giornata Mondiale dell’Ictus cerebrale che si celebra mercoledì 29 ottobre e che quest’anno è dedicata alle donne, ALICe, (Associazione Lotta all’Ictus Cerebrale, invita a firmare la petizione “Sign Against Stroke”, Carta globale del paziente con fibrillazione atriale. L’obiettivo è di raccogliere 1,7 milioni di firme a sostegno della Carta – corrispondenti al numero stimato di nonni, madri, padri, zie e zii che ogni anno muoiono o restano invalidi a causa della fibrillazione atriale — e di presentare tali firme ai decisori sanitari di tutto il mondo. E’ possibile firmare nel corso degli eventi organizzati da ALICe (per esempio in questa occasione) o nel reparto di Neurologia dell’ospedale.

Cos’è la fibrillazione atriale.
La fibrillazione atriale è il tipo più frequente di disturbo del ritmo cardiaco. Nella fibrillazione atriale gli atri del cuore non battono più regolarmente bensì troppo velocemente, irregolarmente e in modo scoordinato. Ne consegue che il cuore non è più in grado di spingere abbastanza sangue nella circolazione. La fibrillazione atriale può provocare dei disturbi seri e perciò dev’essere chiarita e curata. La fibrillazione atriale è causata da una specie di “tempesta elettrica” nel sistema di conduzione dello stimolo del cuore. Le attività di pompaggio degli atri e dei ventricoli del cuore non sono più armonizzate tra loro, per cui l’efficienza del cuore diminuisce. A breve termine i ventricoli possono compensare questa diminuzione dell’efficienza, ma se la fibrillazione atriale dura a lungo i ventricoli sono sovraccaricati di lavoro e può svilupparsi un’insufficienza cardiaca (debolezza di cuore).

Possibili conseguenze
In linea di massima, nell’uomo l’insorgenza della fibrillazione atriale non costituisce un pericolo acuto. La fibrillazione atriale è, però, una malattia progressiva e potenzialmente pericolosa. Le persone che soffrono di fibrillazione atriale hanno un maggior rischio di mortalità, perché a causa della fibrillazione atriale subiscono con maggior frequenza un ictus cerebrale o un’insufficienza cardiaca.

Diverse forme di fibrillazione atriale:
• Fibrillazione atriale parossistica: si manifesta a crisi, non dura più di sette giorni e cessa spontaneamente.
• Fibrillazione atriale persistente: dura più di sette giorni e non cessa spontaneamente.
• Fibrillazione atriale permanente: dura da più di sei mesi.
In una persona colpita, nel corso della malattia possono manifestarsi diverse forme di fibrillazione atriale. Per esempio si verificano ripetutamente degli episodi di fibrillazione atriale parossistica e tra questi degli episodi di fibrillazione atriale persistente. In generale la gravità della fibrillazione atriale aumenta col tempo: in un paziente con episodi di fibrillazione atriale parossistica o persistente con l’andar degli anni la fibrillazione atriale diventa permanente.

Cause
La fibrillazione atriale può essere provocata da una cardiopatia preesistente, per esempio un’insufficienza cardiaca o un infarto cardiaco. Altre cause di fibrillazione atriale sono tra l’altro l’alcoolismo o un’iperfunzione della tiroide. Perciò le persone con fattori di rischio di fibrillazione atriale devono far controllare regolarmente dal medico il loro ritmo cardiaco.

Sintomi
In molti casi i pazienti con fibrillazione atriale avvertono delle rapide palpitazioni che possono durare per delle ore o persino più a lungo. Altri sintomi sono per esempio sensazioni di costrizione o di oppressione al petto, stanchezza o affanno. Nel 15-35 % dei pazienti però la fibrillazione atriale non causa alcun disturbo. Talvolta i disturbi cambiano con l’andar del tempo: i sintomi iniziali scompaiono se si sviluppa una fibrillazione atriale permanente, oppure i sintomi si avvertono ancora solo in determinate situazioni. Queste differenti forme di manifestazione della fibrillazione atriale ne rendono talora difficile la diagnosi e la terapia.

Diagnosi.
L’anamnesi del paziente è di importanza capitale per poter diagnosticare un’aritmia. Prima di effettuare gli esami del caso il medico gli porrà una serie di domande: Quando si è manifestata l’aritmia? Quanto tempo è durata? Quali sintomi ha avvertito? Quante sono state le crisi? Ci sono dei fattori che hanno scatenato l’aritmia? Il paziente può facilitare la diagnosi descrivendo con esattezza le sue osservazioni e sensazioni e informando di sua iniziativa il medico di eventuali altre malattie, dei farmaci assunti, del consumo di alcool e tabacco e degli sport che pratica. Per le donne, informazioni sul ciclo mestruale possono essere importanti. Si noti che anche lo stress e l’inquietudine possono favorire l’insorgenza di aritmie. In seguito, con diversi esami come l’elettrocardiogramma (ECG) o anche procedimenti di rappresentazione in immagini, il medico cercherà in modo mirato delle cardiopatie che possono causare aritmie.

Prevenzione.
Il fattore di rischio più importante per le aritmie è l’età, che evidentemente non si può cambiare. Invece, uno stile di vita sano può diminuire il rischio di sviluppare dei disturbi del ritmo cardiaco. Si devono evitare i fattori che possono favorire la malattia come l’alcool e il fumo (entrambi stimolanti che fanno battere più rapidamente il cuore). La prevenzione dovrebbe comprendere un’attività fisica regolare, che permette di evitare il sovrappeso, l’obesità e l’ipertensione.
Occorre dunque prendere in considerazione:
• il fumo
• il consumo eccessivo d’alcool e l’alcolismo cronico
• l’obesità e le abitudini alimentari
• le condizioni dopo un infarto cardiaco
• un’insufficienza cardiaca congestizia
• l’ipertensione arteriosa
• malattie cardiovascolari preesistenti

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