Sarzana, che botta! si prepara alla "Città delle idee"

SARZANA– Domani, mercoledì 29 ottobre, alle ore 21,15 nella sala dell’Arci (Casa del Mutilato) in via Landinelli il Comitato Sarzana, che botta! inizierà una serie d’incontri settimanali per preparare la partecipazione alla Città delle idee, l’iniziativa promossa dall’Amministrazione per il 28 e 29 novembre per coinvolgere i cittadini alla formulazione del nuovo Piano urbanistico comunale (PUC). La riunione è aperta ai sostenitori del Comitato e alle associazioni.
Il Comitato ha preso questa decisione perché da cinque anni rivendica la partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche. Ma deve essere chiaro ad Alessio Cavarra che, se il messaggio che continua a mandare ai cittadini quando si parla di piazza Martiri, di strada dentro lo stadio, di antenne o di piazza Terzi è “Parlate, parlate, intanto poi faccio come dico io”, sabato 29 novembre i cittadini potrebbero essere tentati di andare a raccogliere castagne. La partecipazione o si riempie di contenuti o è solo chiacchiere e propaganda. Poi decide l’Amministrazione (magari anche il Consiglio comunale). Ma dopo un confronto vero.
Veniamo a piazza Martiri. Cavarra accusa il Comitato di polemiche strumentali, di intralciare “un complicato iter burocratico, il ricucito rapporto logorato amministrazione-proprietà, il completato iter procedurale”; di aver formulato le proposte in ritardo e minimizza le differenze tra il progetto dell’architetto Luigi Piarulli e le proposte dei giovani architetti’.
Allora è bene che i sarzanesi sappiano che i Miranda, proprietari del Laurina, già tre anni fa potevano ottenere il permesso di costruire, come hanno fatto le Coop in via Muccini, in base allo stesso Piano Particolareggiato approvato nel 2010, firmato per la parte di piazza Martiri proprio da Luigi Piarulli, loro architetto.
Se non lo hanno fatto, è perché applicare quel Piano sarebbe per loro troppo costoso: tre piani di box interrati, di cui uno interamente pubblico. La rampa di accesso ai garage sarebbe collocata all’inizio di viale della Pace e richiederebbe uno scavo più lungo. La fermata dell’autobus sarebbe salva, la viabilità più sicura, ma i costi per l’impresa lieviterebbero. Ed ecco allora una variante sostanziale, neppure portata in Consiglio comunale, tutta pensata per ridurre i costi della società Laurina. E l’interesse pubblico a una fermata del bus, alla sicurezza della viabilità, agli standard urbanistici dei parcheggi?
Per il sindaco Cavarra le differenze con i progetti dei giovani sono “minime”. Chi gli ha portato i progetti deve aver sbianchettato i trenta/quaranta alberi che contornano tutta la piazza cancellato la fermata dei bus e l’ingresso ai garage da viale della Pace. Si teneva conto dell’interesse pubblico già a giugno, quando il Comitato presentò il primo progetto di piazza alberata. Il sindaco decisionista si fermi e discuta con i cittadini. Non dica “Tra quattro anni mi potete mandare a casa”. Come per il Piano Botta una volta che il danno è fatto, è fatto.

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