A proposito del Villaggio del Porto: una lettera da Milano

MILANO–  Gentile redazione,
sono milanese e vivo a Milano;  vengo nel vostro Golfo e nella vostra città molto spesso ormai da molti anni e in questi ultimi anni ho notato molti positivi  cambiamenti in città: le crociere, le aree pedonali, l’offerta di ristoranti e bar, le attività estive e un certo “fermento” innovativo; un buon posto dunque che mira a divenire un polo turistico e molti cittadini si danno da fare. Leggo nelle colonne del vostro giornale il gaudio di alcuni Comitati, (la lettera qui) non conosco il numero dei simpatizzanti se molti o pochi, in relazione allo smantellamento del Villaggio sul lungomare. Non vedo cosa ci sia da gioire, a mio parere è una sconfitta. Questi gentili signori probabilmente non viaggiano, non vedono, non conoscono ma gioiscono. Forse sarebbe stata meglio per loro la città rappresentata comicamente dal vostro abile concittadino Dario Vergassola dove asseriva che gli unici posti aperti di sera a La Spezia erano i Bancomat? Non si rendono conto che per trasformare una città da industriale-statale molti passi si debbono fare? Forse il Villaggio non piace a molti (io e i miei amici lo troviamo garbato e non invasivo per esempio) bene se ne prenda atto; tuttavia gioire per una demolizione di un edificio ancorché provvisorio  (che poteva essere sfruttato altrimenti ) non mi pare un segno interesse alle sorti future della propria città né di lungimiranza o intelligenza.

Un caro saluto
Giulia Maria Moroni – Milano

 

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