La donna del mese: Angela Manca

LA SPEZIA- Angela Manca è una donna coraggiosa, che ha subito il dolore più grande che una mamma possa sopportare: la morte di un figlio. Non solo: l’omicidio di un figlio, un ragazzo (Attilio Manca) poco più che trentenne, medico urologo brillante, serio e preparato, barbaramente ucciso e fatto passare per drogato suicida. Angela, mamma disperata per la perdita del suo primogenito, ma determinata a ottenere giustizia per quel figlio che le è stato strappato troppo presto, non s’è arresa e da dieci anni (Attilio è stato ucciso nel febbraio 2014) lotta per conoscere la verità. Sì, perché la verità, su Attilio, non vuole proprio venire fuori. Perché la storia di questo giovane s’intreccia con quella del boss Bernardo Provenzano, da lui presumibilmente operato a Marsiglia per un tumore alla prostata. Ma la vicenda di Attilio è costellata da “non so, non ricordo, non è andata così...”; mamma Angela, però, con dolcezza, tenacia e pazienza, sfidando l’ambiente mafioso di Barcellona Pozzo di Gotto continua, dalle pagine Facebook, dai mezzi di comunicazione, dagli incontri pubblici a cui partecipa accompagnata dal secondogenito Gianluca e talvolta dal marito Gino, a raccontare la storia di quel suo figlio così speciale, che viveva lontano da lei (a Viterbo), ma aveva sempre un pensiero e un sorriso per la sua famiglia.

Angela non si arrende all’omertà, alle minacce, ai “dispetti“, agli sguardi torvi dei suoi concittadini. Per lei e per la sua famiglia, giovedì 23 ottobre, è arrivata l’ennesima pugnalata, l’ennesimo dolore. A Viterbo, al processo sulla morte del giovane Attilio, la famiglia Manca è stata esclusa, non può costituirsi parte civile. Perché? Perché, secondo il giudice, “i familiari avevano facoltà di essere ammessi come parte civile al dibattimento, secondo il giudice, esclusivamente per il reato di omicidio colposo. Reato che però è ormai caduto in prescrizione, mentre l’unico che verrà contestato in aula sarà quello di cessione della droga che ha ucciso Attilio”. Droga che, ricordiamolo, ad Attilio fu iniettata nel braccio sinistro: a lui, mancino puro.

Per questo motivo la donna del mese di ottobre è proprio lei, la signora Manca, che oggi su Facebook scrive “Finalmente a casa, stanca ma pronta a continuare la mia battaglia . Potranno alzare tutti i muri che vogliono sulla verità, ma ormai non potranno più oscurarla. Tutti hanno capito che la Procura di Viterbo non ha voluto la verità“. Alla signora Angela, al signor Gino e a Gianluca va tutta la nostra solidarietà.

www.antimafiaduemila.com

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