Comitato Acqua Bene Comune: raccolta firme per legge d'iniziativa popolare sul servizio idrico

LA SPEZIA– Si è tenuto nel pomeriggio di oggi, venerdì 24, il primo banchetto del comitato “Acqua Bene Comune”  per promuovere una raccolta firme al fine di presentare una legge d’iniziativa popolare che faccia rispettare il referendum di tre anni fa (qui il testo della legge). “Non è un’iniziativa solitaria” spiega l’avvocato Rino Tortorellima in contemporanea con tutta la Liguria e non solo. In Lazio, ad esempio, è già stata approvata“. Servono 5000 firme (in tutta la Liguria) entro il 31 marzo, ma il Comitato “punta a 20.000“.

Il referendum, a causa di ricorsi a Tar e Consiglio di Stato, non viene ancora applicato e, inoltre, nella nostra provincia, abbiamo l’ulteriore problema dello spaventoso debito Acam. Gli utenti spezzini stanno attualmente pagando i mancati introiti del 2009-2011. L’avvocato Tortorelli mostra la bolletta di uno spezzino che, consumando 11 metri cubi di acqua, ha pagato una bolletta pari a 43,50 euro, di cui più di 14 solo di conguaglio di mancati introiti, perché Acam acque avrebbe investito più di quanto incassato. In realtà Acam acque nel 2013 risulta avere un utile di circa 800mila euro. Dove sono finiti questi soldi? Perché i cittadini devono pagare soldi se Acam li incassa? L’utile va a coprire il mastodontico debito? La legge proposta prevede, tra le altre cose, anche la partecipazione dei cittadini: aspetto, questo, che sarebbe teoricamente contemplato anche nella legge 1/2014 (Paita-Briano sul servizio idrico: il testo); il Comitato, però, pur avendo richiesto di partecipare, non è mai stato ascoltato, né ha ricevuto risposta.

Come primo giorno è andata bene, la gente era interessata: il Comitato Acqua Bene Comune sarà presente sul territorio ogni venerdì da qui alla fine dell’anno davanti a Zara. E’ possibile firmare anche in Comune.

www.acquabenecomune.org

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