Genova: De André e Baccini guidano il corteo contro Burlando e Doria

GENOVA – Pomeriggio di tensione a Genova, centinaia di manifestanti dopo l’alluvione che ha colpito duramente e per l’ennesima volta il capoluogo ligure. Slogan per chiedere le dimissioni della giunta regionale e comunale e dei dirigenti di Arpal, monetine e uova contro la sede del Comune.

Ed effettivamente le dimissioni sono doverose, politici e dirigenti che senza dignità e senza vergogna si ostinano a voler rimanere al loro posto facendo finta di niente, perchè le loro responsabilità, le loro negligenze, le loro mancanze, la loro incapacità, la loro ambiguità e il loro aver fatto radicare un sistema disastroso sono sotto gli occhi di tutta l’Italia. La Liguria è una delle regioni italiane dove la criminalità organizzata prospera pericolosamente.

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Non posso che abbracciare tutti i ragazzi, gli angeli del fango, che hanno spalato senza che nessun politico li aiutasse. Ci sono 38 milioni per il rifacimento del secondo lotto della copertura del Bisagno bloccati da anni. Burlando e Doria potevano far partire i lavori e non lo hanno fatto perché temevano di dover risarcire le imprese ricorrenti dopo aver perso la gara d’appalto: la colpa non è del Tar, ma della politica“. Parole di Cristiano De André sceso in piazza insieme al comitato #OraBasta, alla guida del corteo partito da Piazza De Ferrari. Con lui anche Francesco Baccini, altro genovese doc che denuncia un “Comune chiuso ai cittadini” e aggiunge: “E’ un fatto preoccupante per uno di sinistra come me. Se io nel mio lavoro sbaglio, pago, perché certa politica continua a sbagliare e continua a far finta di niente. Oggi in piazza ci sarebbero dovute essere 50 mila persone, la gente si sveglierà quando gli cadrà il soffitto in testa. Dopo l’alluvione del 2011 i lavori dovevano partire subito, mi rendo conto che gli scavi sotterranei non portano voti perché non si vedono, ma la soluzione non è fare parcheggi o centri commerciali. La responsabilità della catastrofe è della classe politica che ha governato negli ultimi 30 anni. Se piove per 12 ore, Genova diventa Venezia, non è possibile“.

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