Ebola e Sanità spezzina: intervista a Francesco Falli, Presidente Ipasvi

LA SPEZIA– Che si parli della situazione della sanità spezzina o della minaccia Ebola, il Collegio Ipasvi della Spezia è una voce competente e autorevole. Il Collegio degli infermieri professionali alla Spezia e provincia contaduemila iscritti e svolge una costante attività di formazione e informazione. Il presidente dell’Ipasvi spezzino, Francesco Falli, in un’intervista, fa il punto sull’Ebola (e su come Spezia si è organizzata contro il morbo), sulla Asl 5 e sul lavoro del collegio.

Presidente, c’è preparazione nei confronti della ipotesi di un arrivo del virus Ebola?
Il Ministero della Salute aggiorna in pratica in tempo reale, sul suo spazio Internet www.salute.gov.it , le nuove procedure di controllo e trattamento della diffusione della malattia sostenuta dal virus Ebola (EvD). Naturalmente siamo tutti in apprensione per le notizie che ci arrivano dall’estero; è notizia di oggi, 15 ottobre, che una aiuto-infermiera americana ha viaggiato in aereo con oltre 140 persone il giorno che ha preceduto la diagnosi della sua infezione da virus Ebola: dalla evoluzione della situazione dei passeggeri, tutti monitorati, avremo o meno la conferma che per il contagio serve un contatto con il materiale biologico della persona infetta.

A livello spezzino?
Nella nostra ASL è stata già predisposta una speciale ‘task force’ e il materiale (DPI: dispositivi di protezione individuale) c’è; quello che finora, anche a causa della rapida evoluzione della situazione, deve essere ancora fatto è un corso di formazione. Il corso, che è in fase di progetto avanzato, per quanto ne sappiamo, è necessario soprattutto per i professionisti sanitari e gli operatori che sono in servizio nei luoghi più a rischio: dal pronto soccorso alle malattie infettive, dalle degenze a chi agisce sul territorio, senza dimenticare autisti e personale delle Pubbliche Assistenze.

Le procedure di vestizione e svestizione sembrano essere decisive.
Sembra proprio di sì e abbiamo già visto alcuni filmati che mostrano la complessità delle procedure: è notizia di queste ore che il principale sindacato USA di Infermieri protesta per la scarsa informazione e per la relativa divulgazione su questi aspetti, importantissimi. Non a caso sono già diversi i casi di contagio fra
Medici e Infermieri.

Voi come collegio professionale state favorendo queste informazioni?
Aggiorniamo ogni giorno il nostro spazio Facebook, che ha numerosissimi contatti ed è pubblico, sulla situazione e inviamo regolari informazioni accreditate alla mailing list.

Il Collegio IPASVI, a proposito, ha in programma a breve l’assemblea elettiva.
Sì, ogni tre anni, ed entro la fine di novembre, ogni Collegio IPASVI italiano va al voto, al fine di individuare i componenti del Consiglio Direttivo e dei Revisori dei Conti. Nella Provincia della Spezia siamo oltre duemila iscritti, e voteremo nella sede nuova, acquistata nel 2012, usata molte volte in questi due anni per la
formazione accreditata ECM (Educazione Continua in Medicina). Le date della convocazione sono visibili sul sito www.ipasvi.laspezia.net

Le iniziative da ricordare da parte del direttivo uscente?
L’acquisto della sede, come appena detto; l’inserimento del Collegio spezzino quale provider standard (cioè formatore di eventi) nel programma ministeriale, siamo stati i primi in Italia (19.12.2013) fra tutti gli Ordini e Collegi delle professioni sanitarie italiane; pochi mesi prima avevamo già ottenuto la certificazione
UNI EN ISO 9000 in materia di formazione professionale. Inoltre, il continuo segnalare, attraverso i media (come GdS) la importanza della presenza di Infermieri in numero coerente con i carichi di lavoro nelle corsie, e sul territorio, della sanità spezzina. Abbiamo divulgato una recente inchiesta europea che , dati alla mano,
conferma come pochi Infermieri rispetto a quelli davvero necessari comporti un aumento impressionante di complicanze nella degenza…

Sulla sanità spezzina di questi ultimi anni il Collegio cosa può commentare?
Ci sono alcune luci e non poche ombre; la ”chiusura” di un reparto di Oncologia- restano posti letto presso altre strutture…- in un territorio che non ha un hospice, è molto preoccupante e speriamo che sia solo un ‘transito’, anche se pensiamo che i tempi siano lunghi per le aspettative di tanti, malati e professionisti del
settore (penso alle colleghe che in quella realtà avevano accumulato competenze di eccellenza, con una umanità riconosciuta da tutti.) Penso al pronto soccorso spezzino, dove ho lavorato a lungo, che è schiacciato dalle richieste in esponenziale aumento ed è soffocato dalle mura di una struttura ormai antica per le richieste di oggi. I casi meno gravi stazionano alcune ore per una prestazione che, in altre Asl, viene efefttuata direttamente dall’Infermiere esperto (modalità detta ‘del see and treat”): il nostro Collegio aveva proposto questa modalità anche alla Conferenza dei Sindaci per contribuire a snellire le lunghissime attese dei casi meno gravi ma nonostante la esperienza funzioni a circa 70 kilometri da Spezia, da noi appare relegata al campo delle buone intenzioni, di cui -come è noto- è lastricata una certa via.

Il gruppo attuale di IPASVI La Spezia si ricandiderà?
Sì, in parte. Un terzo dei suoi attuali componenti passerà la mano, se gli elettori vorranno confermare la fiducia alla squadra uscente, a un gruppo di colleghi neo laureati, o laureati da pochissimo: speriamo di poter così svecchiare almeno l’organo di rappresentanza, visto che l’ingresso nel mondo del lavoro nei nostri
giovani è ritardato da spending review, leggi difficili, prolungamento o taglio del turn over.
Ricordiamo due cose, per noi importanti: tutti gli iscritti sono elettori e tutti sono eleggibili, e l’assoluta correttezza dei nostri bilanci che chiudono la gestione in attivo ed in ordine, come dimostrabile in ogni momento per le regole della amministrazione trasparente.

Advertisements
Advertisements
Advertisements

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.