Alluvione di Genova: Renzi la smetta di dire stupidaggini!

LA SPEZIA- Dalle sue parti le chiamano “bischerate”. Sono quelle che il Presidente del Consiglio Renzi coadiuvato dai suoi fidi scudieri, Lella Paita in testa, stanno strumentalmente raccontando a destra e a manca, adducendo molta della responsabilità dell’accaduto al blocco delle grandi opere. Quelle che il suo decreto “Salva Italia “ dovrebbe magicamente rimettere in pista. Nulla c’è di più falso e strumentale, perché le grandi opere non hanno niente a che vedere con la messa in sicurezza del territorio, anzi il più delle volte lo dissestano ulteriormente ed è per questo che i cittadini le vedono con ostilità e spesso ricorrono alle sedi competenti. Il terzo valico non mette certo in sicurezza i genovesi, come non li mette in sicurezza la famosa bretella della Gronda. La sicurezza di prendersi un cancro preoccupa invece gli abitanti della Val di Susa se si continuerà a perforare quelle montagne per  i lavori dell’alta velocità. Peraltro molte  di quelle grandi opere risultano bloccate anche perché verrebbero a costare cinque volte quanto preventivato o perché(ne abbiamo proprio un esempio a La Spezia con il terzo lotto della variante) le ditte incaricate sono fallite (evidentemente erano state selezionate in modo molto oculato). Si fa anche un gran parlare , dopo l’alluvione di Genova, di responsabilità dei TAR sommersi dai troppi ricorsi. Anche in questo caso nulla è più falso e strumentale. I Comuni imparino, una buona volta, ad appaltare, a far progettare, ad eseguire le loro opere attenendosi alle leggi e alle vigenti regolamentazioni e molti cittadini smetteranno di ricorrere alla giustizia amministrativa per veder riconosciuti i propri diritti e quelli relativi alla loro qualità della vita e dei territori che abitano.
Questa è la sola verità.
I TAR straripano, come il Bisagno, di cause  perché i Comuni risultano alluvionati di malfattori, mistificatori, furboni e ladroni! Spesso, dicono le statistiche, i Tribunali Amministrativi, peraltro subendo pressioni politiche indicibili, finiscono per dare proprio ragione alle amministrazioni, costringendo i cittadini a ricorrere al Consiglio di Stato. Ovviamente i tempi si allungano ancor di più. I TAR diventano invece più “credibili” (ma che strano…) se a contendersi il giudizio sono due entità private. In ogni caso rimane un principio unico e incontrovertibile : si va al TAR perché le azioni delle Amministrazioni Comunali sono o paiono viziate da più di una irregolarità giuridica. Dunque pretendere di annullare l’azione di qualsiasi forma di tutela dei cittadini  nei confronti della amministrazione, significa voler dare l’ennesimo “colpo di spugna” in questo paese alla legalità e alla giustizia. Semmai varrebbe la pena di notare che i tempi di giudizio dei Tribunali dovrebbe e potrebbe essere estremamente più veloce. Non ci risulta che i TAR svolgano indagini in merito ai ricorsi loro presentati, ma si limitano a una presa visione di tutta la documentazione dalle parti prodotta. Questo lo si può fare in tempi sicuramente più rapidi, aumentando il personale preposto. Faccia questo il Signor Renzi, se vuol rendere un buon servizio alla nazione. Non ci volevano anni per decidere su una situazione come quella genovese. Ma assolutamente la dichiarazione di qualche politico (sostituite il nome a vostra scelta) che piagnucola, perché fa male vedere 35 milioni di euro  che non si possono spendere, mi fa tanto venire in mente… il pianto sfrenato di Arsenio Lupin quando si accorse che avevano brevettato i sistemi di allarme!

Massimo Baldino – attivista 5 stelle

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