Raffaella Paita, una garanzia per la città.

LA SPEZIA– La carriera politica di una spezzina doc come Raffaella Paita, classe 1974: dopo essere stata per 5 anni (1997 – 2002) capogruppo del suo partito (in una delle sue tante denominazioni da che si è abbandonata la “falce e il martello“…oltre che gli ideali) nel Consiglio Comunale spezzino , dal 2002 al 2007 diventa capo di gabinetto del sindaco della Spezia, Giorgio Pagano. Sono gli anni in cui si determina il buco di ACAM, che diventerà tristemente noto durante la legislatura ederici . La Paita è a stretto contatto con i revisori dei conti incaricati dal Comune, ma non si accorge di nulla. Così come nulla vede e nulla fa più tardi quando, sotto la Consigliatura Federici nel 2007, facendo carriera, viene chiamata dal nuovo Sindaco a far parte della sua squadra come assessore con la delega (tra le molte altre) al riordino delle società partecipate… di cui sempre ACAM fa parte !!! In questo periodo avviene lo schianto finale e il debito dell’azienda è ormai fuori controllo. Grazie a quel debito che nessuno ha saputo impedire, in questi giorni gli spezzini, ancora privi di un vero e proprio piano operativo per la raccolta differenziata, pagheranno con la TARI cifre tra le più alte d’Italia. A Trento e Udine, per citarne due, una famiglia di tre persone che abita in cento metri quadrati paga meno di 200 euro l’anno. A Sarzana 422. Più del doppio. Alla Spezia, 265 euro (ma solo per via di machiavellici procedimenti matematici che ci penalizzeranno però in futuro).

La signora Paita era nella stanza dei bottoni anche mentre nel 2005 si edificava la nuova Piazza del Mercato (ormai in rovina, grazie alla bontà dei materiali e del progetto), di buona parte della pavimentazione della città, più o meno nelle stesse condizioni della piazza sopra citata, mentre per Piazza Verdi iniziava il triste minuetto che tutti conosciamo e sappiamo ove questo ci ha condotto. Nel 2010 grazie al servizio reso alla sua città, il PD (sempre senza più nè falce, nè martello) decise di lanciare la signora spezzina in Regione.
Certo, prese circa 9000 preferenze, ma chi sa bene come funzionano le cose nei partiti, sa altrettanto bene come gli stessi sappiano promuovere i loro figlioli prediletti facendo raccogliere in ogni dove, le tanto importanti croci nelle urne.
Ora la signora Paita fa parte della Giunta regionale ligure con la delega alle infrastrutture. Dal 2011, su incarico del presidente Claudio Burlando, si occupa anche della riorganizzazione amministrativa degli enti locali e, in particolar modo, a seguito del provvedimento noto come “spending review”, di riordino delle province, città metropolitane e unione comuni. Nel dicembre 2013 da buona Renziana convinta (anzi redenta, dopo il fallimento di Bersani) è entrata anche nella Direzione nazionale del Partito Democratico.

Insomma: una carriera in piena regola. Peccato che alla sua città per i motivi sopra ricordati e altri ancora che abbiamo volutamente trascurato, ella non abbia reso un bel servizio. Peccato che dal 2010 ad oggi la sua delega alle infrastrutture non sia servita ad evitare a Genova le due nuove drammatiche alluvioni. Peccato che sempre per l’assenza di un qualsiasi serio progetto di messa in sicurezza del territorio abbiamo rischiato di perdere per sempre 2 delle nostre 5 terre : Vernazza e Monterosso (e la cosa potrebbe ripetersi visto che nulla si continua a fare).
Forse il tempo dalla sua elezione-promozione ad oggi è troppo poco, comunque abbastanza per permettere alla nostra concittadina di iniziare preventivamente una massiccia campagna per candidarsi alla presidenza della nostra Regione . Pare che buona parte del Partito la sostenga… e come potrebbe essere diversamente? Il talento politico non le manca.
Cose da PD (quello senza più nè falce nè martello ovviamente).

E allora buona fortuna Raffaella… noi spezzini in questi giorni pagheremo la Tari e alle urne la penseremo molto intensamente, rimpiangendo forse i tempi delle Assemblee scolastiche.

(Meet Up 11- Amici di Beppe Grillo La Spezia)

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