Lettera aperta del Coordinamento Quartieri del Levante

LA SPEZIA– Riceviamo e pubblichiamo una nota diffusa dal Coordinamento dei Quartieri del Levante.

Sono anni che noi abbiamo davanti una stagnazione dei problemi ambientali nella nostra città di mare e nell’intero Golfo dei Poeti. I problemi più rilevanti sono i seguenti:

Il Porto
Il piano regolatore portuale per diventare realtà non deve far altro che essere messo in essere. Ovvero: quando nel 2006 fu approvato dettava delle prescrizioni per la sua sostenibilità ambientale e chiariva quanto fosse necessaria una fascia di rispetto, perché troppo vicino alle case dei due quartieri più provati,Canaletto e Fossamastra; inoltre dichiarava esplicitamente che era necessaria la creazione di un tavolo permanente pubblico il quale doveva seguire l’attuazione delle varie fasi esecutive e i nuovi banchinamenti. Ma,come tutti i tavoli permanenti di cui si è parlato in questa città non è mai nato, in quanto boicottato sia dall’Autorità Portuale che, vergognosamente, dalle istituzioni locali e Regionali, con ricadute gravissime sulla salute dei cittadini che vivono nei quartieri adiacenti al Porto Commerciale.

• L’Enel
L’inquinamento atmosferico e del mare, come ricaduta sull’ambiente della centrale a carbone (a Porto Tolle ne hanno impedito la costruzione e a Vado l’hanno chiusa) è in piena luce sotto gli occhi di tutti gli abitanti del nostro territorio. Le istituzioni sembrano sorde e cieche al richiamo dei cittadini che ne chiedono la dismissione secondo un programma ben definito che permetta di chiuderla entro 3/4 anni al massimo.Ma non hanno ascoltato neppure l’ex Ministro dell’Ambiente di allora, Onorevole Andrea Orlando, che aveva legato la conferma della VIA all’esito di un esame epidemiologico, peraltro mai fatto. Era necessario, per evitare l’inquinamento del mare, dove l’Enel scarica, impedire di usare le soluzioni di ipoclorito per pulire le condotte di raffreddamento dell’impianto della centrale poiché i residui hanno forti ricadute uccidendo la vita marina e danneggiando la mitilicoltura.

• Waterfront e zone crocieristiche
Ormai sono passati oltre 6 anni dall’insediamento dell’attuale Autorità Portuale e i previsti allargamenti del molo Garibaldi per la ricollocazione degli impianti di Calata Paita, ovvero merci varie e alla rinfusa sono stati fatti. Così la stessa avrebbe potuto essere resa alla città e destinata alla crocieristica, come prescritto dalla legge urbanistica del Piano Regolatore Portuale, ma ad oggi nulla è stato fatto ed il Molo Garibaldi continua ad essere usato in contrasto con le leggi.
Forse con un po’ di coraggio il Sindaco e la sua Giunta dovrebbero sollevare il problema con l’Autorità Portuale, invece di lavarsene le mani come Ponzio Pilato e dovrebbero inoltre fare in modo che Calata Paita venga dotata di impianto di elettrificazione sulla banchina onde evitare che le navi che attraccano usino i gruppi elettrogeni per l’energia di bordo. Questo per evitare fonti pericolose di inquinamento sulle case prospicienti site in Viale Italia a poche decine di metri dai loro fumaioli.

Vogliamo poi parlare delle altre fonti di grave inquinamento che secondo i nostri amministratori non esistono? Ovvero il rilevante numero di discariche mai bonificate, di quelle messe in sicurezza con terre e rocce di scavo che non sono certo, come diceva il ministero nella sua ultima decisoria, terre vergini bensì possono essere considerate rifiuti speciali. A queste potremmo aggiungere l’ultima boutade, ovvero posizionare alle Casermette una centralina a biomassa, che di BIO ha solo il nome, ma che potrebbe essere usata per bruciare rifiuti proprio come un inceneritore, che però darebbe la possibilità a coloro che intendessero aprire lì le loro attività di avere un congruo rimborso da parte dello stato (65% del costo).

Franco Arbasetti ( Coordinamento Quartieri del Levante)

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