Alluvione Genova: la colpa è di tutti… e di nessuno

GENOVA– A Genova piove. E anche spesso. A volte piove poco, una pioggerellina leggera, appena un po’ fastidiosa, a volte diluvia per ore e ore, come se non volesse mai smettere. E’ una città sull’acqua, tra il mare e i vari torrenti. Dovrebbe essere abituata alla pioggia, non dovrebbe andare in crisi quando è brutto tempo. E invece ogni volta è “emergenza“, è “evento imprevisto“, è “bomba d’acqua”. Si contano i danni, si raccoglie il fango, si piangono i morti, si fanno grandi promesse e… tutto torna come prima. Fino alla tragedia successiva. Sono passati solo tre anni dalla spaventosa alluvione che causò 6 morti: a esondare furono il Bisagno, il Fereggiano, lo Sturla e lo Scrivia. Gli ultimi tre sono gli stessi dell’alluvione del 9 ottobre. E ora è tutto un “rimpallo” di responsabilità. Il sindaco, Marco Doria, dice che “l’Arpal non aveva dato l’allerta“. Molti cittadini genovesi accusano però l’Amministrazione per non aver fatto abbastanza per mettere in sicurezza i torrenti. Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, dichiara oggi che “ci sono delle colpe, ma non è il caso di crocifiggere chi ha sbagliato“. (ilsecoloxix.it). Nessuno vuole crocifiggere nessuno, però con questa litania “è colpa di quello, no di quell’altro, ma non facciamo polemiche” si fa un gran parlare e non si risolve nulla.

Intanto a Genova, oggi, sembra andare meglio, ma l’emergenza si è spostata a Levante, sul Tigullio. Nella provincia spezzina questa mattina le scuole sono rimaste chiuse (c’era allerta meteo 2), ma il tempo continua a reggere. E in Val di Vara e alle Cinque Terre sono in tanti a sperare che fosse una falsa allerta; la paura, dopo i disastri del 25 ottobre 2011 ritorna a farsi sentire ogni volta che piove tanto.

Le grandi alluvioni di Genova: ansa.net

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