Colloqui di Bayreuth 2014, il resoconto

LA SPEZIA– La Resistenza spezzina e lunigianese sono state l’argomento principale della decima edizione dei colloqui di Bayreuth ( Bayreuther Gespraeche in tedesco) svoltisi nella città francone gemellata con La Spezia lo scorso fine settimana. In occasione dei settant’anni dell’assassinio del sindacalista Wilhelm Leuschner da parte dei nazisti, nella bavarese tre relatori spezzini, l’avvocato Fabrizio Dellepiane, la professoressa Doriana Ferrato ed il giornalista Roberto Oligeri hanno parlato rispettivamente degli scioperi del marzo 1944, della deportazione politica nello spezzino durante l’occupazione tedesca e delle stragi nella Lunigiana apuana, San Terenzo Monti in primis, nell’estate 1944.
I tre relatori spezzini sono stati invitati da Wolfgang Hasibether, responsabile della Fondazione Leuschner dedicata all’antinazista tedesco originario di Bayreuth. I colloqui di Bayreuth, che si svolgono dal 2005, si occupano della resistenza al nazi-fascismo in Germania ed in Europa. Alle varie edizioni hanno partecipato rappresentanti della resistenza polacca, francese, slovacca ed italiana e sopravvissuti alle stragi naziste, fra i quali due volte Ennio Mancini di Sant’Anna di Stazzema.
Quest’anno gli organizzatori hanno chiesto ai relatori spezzini di parlare degli scioperi contro i tedeschi nel 1944, delle deportazioni e delle stragi. Al convengo erano presenti Matthias Jena, segretario della Baviera del sindacato nazionale tedesco che ha ricordato la figura di Leuschner per la costruzione di una democrazia sociale in Germania, il vicesindaco di Bayreuth Thomas Ebersberger e Hans Otto Hemmer, presidente della fondazione Leuschner. Jena ha messo in evidenza come l’austerità economica della Germania non è più sostenibile neppure per la locomotiva d’Europa e sta creando problemi a tutta l’area euro. Ha auspicato, quindi, un cambio della politica economica e finanziaria tedesca per evitare un ulteriore aumento della disoccupazione.

Molto apprezzati gli interventi dei relatori spezzini. Fabrizio Dellepiane in rappresentanza dell’Istituto Storico della Resistenza spezzino ha svolto la relazione in tedesco, mentre Doriana Ferrato e Roberto Oligeri hanno parlato in italiano tradotti da Alessandra Carboni Riehn. Attentissimo il pubblico tedesco che è rimasto colpito dal racconto della mobilitazione dei lavoratori spezzini contro i nazi-fascisti, dalla storia della deportazione politica che ha interessato oltre 500 spezzini, 264 dei quali non sono tornati dai campi di sterminio e dalla narrazione del pranzo della morte del maggiore delle SS Walter Reder, poco prima della strage di 160 civili a San Terenzo Monti il 19 agosto 1944.
Al termine della manifestazione molti avevano gli occhi lucidi per l’emozione e lo sgomento. Nel dibattito seguito alle relazioni tutti hanno concordato che non devono più accadere questi fatti e che Germania ed Italia devono trovare a livello governativo un accordo per risarcire le vittime e costruire una memoria condivisa delle stragi e dei crimini nazisti in Italia.

Il lavoro comune fra La Spezia e Bayreuth nel campo della memoria continuerà anche in futuro coinvolgendo le scuole spezzine e di Bayreuth “Gli scambi di giovani che visitano i luoghi della memoria – ha commentato Patrizia Saccone, assessore ai gemellaggi del comune della Spezia- in Germania ed in Italia si intensificheranno nei prossimi anni: non c’è futuro senza memoria”.

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