Il punto sulla TIA: come viene applicata dal Comune della Spezia?

Il dottor Mario Bonelli, attivista del MoVimento 5 Stelle, è furioso per quello che il Comune della Spezia, governato da una giunta di centrosinistra, sta facendo pagare ai liberi professionisti per la TIA (Tariffa di igiene ambientale). E’ palese, afferma, che la TIA ha come presupposto la produzione di rifiuti. Chi più produce più paga. E’ questo lo spirito del legislatore che volle modificare l’iniqua tassazione della TARSU, che come ricordano tutti si pagava in base ai metri quadri dell’immobile. Oggi, invece, giustamente la TIA prevede il pagamento in base alla produzione di rifiuti solidi urbani, che guarda caso i professionisti (commercialisti, avvocati, medici, C E.D. ecc) non  producono.
Nel caso del mio cliente, Centro Elaborazione Dati, e vale anche per il sottoscritto, c’è solo la produzione (peraltro poca) di carta, che viene peraltro smaltita attraverso la raccolta differenziata. In discarica non va nulla.  Ma se, producendo a dir tanto 10 chili di carta all’anno,  si pagano circa 626,06 euro, più Iva 10 %, mi chiedo: chi produce molti rifiuti urbani, quanto dovrebbe pagare? (almeno 2.500 -5.000 euro e più).

Perché se così non fosse, significa che l’Amministrazione comunale ha illegittimamente applicato criteri non confacenti con la reale produzione di rifiuti, eludendo ciò che stabilisce la Legge. E questo è motivo, come sostiene la Cassazione, per proporre ricorso alla Commissione Tributaria.   Peraltro non si capisce come non sia il Comune della Spezia, ma  ACAM  Ambiente a richiedere tali somme attraverso Spezia Risorse, pagando per il servizio una somma che poi verrà addebitata sui cittadini. Su questo farà luce la Corte dei Conti perché Bonelli sta già preparando un esposto.

 

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