Centrale a biomasse: contrari Meetup 11 e Quartieri del Levante

LA SPEZIA– Ci ricolleghiamo ben volentieri all’interrogazione e al racconto del Consigliere Comunale Giulio Guerri relativo alla possibilità che a Pagliari possa venire installata una centralina a biomasse. Anche il nostro il gruppo, infatti, è stato allertato dai residenti , molto preoccupati per questa eventualità annunciata o forse “sfuggita” dalla bocca di un alto dirigente del Comune della Spezia. La cosa, se confermata, sarebbe di una gravità inaudita. Intanto perché le centrali a Bio masse di “ecologico” hanno solo la parola “Bio” che li denomina. Sono in reltà dei veri e propri inceneritori e come tali andrebbero chiamati e tenuti lontani dal nostro territorio. Nascono in origine per “incenerire” e convertire in energia masse di residui legnosi e dunque vengono spesso impiegati allorché si decida, come in questo caso, di disboscare ampie zone di terreno per adibirlo a altro uso (in quella zona artigianale). Il loro uso tuttavia non è mai limitato in questi termini. La generalizzata propensione alle centrali a biomassa e biogas rientra  in una più diffusa prospettiva di riutilizzo di queste centrali per il trattamento di rifiuti.

Il Decreto Ministeriale (DM 6 luglio 2012 “nuovi incentivi alle rinnovabili”) ha introdotto infatti la possibilità di alimentare le centrali a biomassa anche con Combustibile Solido Secondario (CSS, cioè il rifiuto secco trattato. Quindi è purtroppo possibile “per decreto” bruciare lecitamente i rifiuti in questo tipo di impianti. Infatti, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (Forsu) è equiparata alle biomasse e vengono considerate biomasse anche materiali altamente inquinanti (elenco D.M. 6 luglio 2012). Purtroppo in molti casi è stato accertato che in queste centrali venivano inceneriti illegalmente anche altri prodotti (immondizia, plastica, gomma…). Nel caso della “presunta” centrale di Pagliari che, è bene ricordarlo, sorgerebbe praticamente sulla pubblica via e a non più di 50 metri dalle case e da un campo sportivo, il funzionario comunale avrebbe accennato a una soluzione provvisoria limitata allo smaltimento dei tronchi e degli arbusti da eliminare in loco. Ciò è però assurdo, sia per il costo della istallazione che per le esternazioni stesse  rilasciate dal medesimo soggetto, ad alcuni residenti : si sarebbe parlato infatti  di vantaggi economici per gli stessi sulle bollette energetiche etc etc. Tutti sappiamo bene che tali promesse (tristemente note ai tempi in cui si ricercavamo siti per le centrali nucleari) sono incompatibili con qualsiasi “provvisorietà“.

Inoltre, in questa città, il provvisorio è solito divenire più certo e ineliminabile del definitivo e solitamente si ama partire con l’insediamento insignificante e quindi più facile da farsi autorizzare e far digerire ai residenti per sfociare nel megaimpianto da 1 o più Megawatt. I primi insediamenti di Pitelli furono autorizzati in via del tutto provvisoria e sino al riempimento di un avvallamento naturale del terreno tramite materiali  inerti da eliminare. Abbiamo tutti davanti agli occhi cosa quella collina è diventata. Dunque è per questo, oltre a molti altri motivi che renderemo pubblici nei prossimi giorni, che chiediamo vengano chiariti tutti gli aspetti di questa “fumosa vicenda” al fine di respingere, senza se e senza ma , ogni tentativo di gravare ancora di più questa città, e quelle zone in particolare, di un carico di inquinamento e di morte già abbondantemente fuori da ogni  tollerabile sopportazione.

Amici di Beppe Grillo La Spezia – Meetup 11

Coordinamento Quartieri del Levante

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