Accademia Capellini, la storia della tubercolosi alla Spezia e in Lunigiana

LA SPEZIA– Il professor Giuseppe Benelli, presidente dell’Accademia Lunigianese di Scienze «Giovanni Capellini», informa che in data 26 settembre c.a., alle ore 17,30, nel Salone Sforza, si terrà una conferenza dedicata alla scienza medica e alla sua storia. Il relatore, professor Giancarlo Parentini, pneumologo, già primario ospedaliero a Carrara e a Fivizzano, tratterà il tema “La storia della tubercolosi alla Spezia e in Lunigiana”, dopo una breve introduzione dell’avvocato Piergino Scardigli, conoscitore della storia locale relativa alla problematica in esame. La conferenza verterà sulla malattia e sulla lotta combattuta nel nostro territorio per debellare il terribile “bacillo di Koch”, alla luce della notevole esperienza professionale maturata dal relatore.

La tubercolosi (TBC), a causa di precarie condizioni igienico-sanitarie, aveva avuto nei secoli passati una grande diffusione, provocando veri e propri tragici scenari, ben descritti anche nella letteratura. Intere famiglie affette, lunghi decorsi, pazienti che lentamente venivano consunti dalla distruzione graduale del tessuto polmonare, questo era il quadro drammatico dell’evoluzione della patologia. Contro di essa, per lungo tempo, poco o nulla la medicina offriva. Salutare era il trasferimento dei malati affetti in luoghi salubri, dove l’aria è più sottile, nei sanatori diffusi sulle nostre montagne o nelle colline prossime alle Apuane, a Fivizzano ad esempio. La vera svolta nella lotta contro la malattia si ebbe nel 1882, con la scoperta del bacillo responsabile dell’affezione da parte di Robert Koch, ma per una cura efficace si dovettero aspettare gli anni Quaranta del secolo scorso: solo l’avvento della penicillina e dei primi antibiotici si mostrò capace di contenere e debellare l’eziopatogenesi della tubercolosi.

Oggi, soprattutto nel mondo occidentale la malattia è stata sconfitta, anche se talvolta la stampa dà notizia di nuove affezioni, che colpiscono soprattutto i soggetti più deboli. Ben diverso è il caso dei paesi del cd. terzo mondo, dove essa è ancora molto diffusa, per le condizioni di povertà materiale e quindi di scarsa igiene. L’immigrazione crescente da tali territori, dovuta alla miseria e alle guerre, se non bene controllata da un punto di vista sanitario, può rappresentare un temibile, potenziale serbatoio d’infezione del “bacillo di Koch”, il quale, da parte sua, si sta mostrando capace di nuovi pericolosi adattamenti, divenendo resistente a molte specie di antibiotici.

L’argomento verrà affrontato dal professor Giancarlo Parentini, che si avvarrà della sua vasta conoscenza nella materia, con particolare attenzione alla lotta intrapresa per combattere tale terribile patologia nello Spezzino e in Lunigiana.

Nell’invitare il pubblico a partecipare numeroso, l’Accademia ricorda che i prossimi incontri dedicati alla scienza medica si svolgeranno il 3 e il 10 ottobre 2014, sempre nella tradizionale sede dell’Accademia Capellini.

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