Dimissionare subito Renata Canini: la legge parla chiaro, non si citino articoli sbagliati

LA SPEZIA – In risposta all’assessore regionale alla sanità Claudio Montaldo e al direttore generale dell’ASL 5 Gianfranco Conzi, che minacciano azioni legali per “tutelare il buon nome dell’azienda” in seguito alle richiesta di dimissioni della dottoressa Renata Canini, direttore amministrativo dell’ASL 5, condannata per danno erariale, riceviamo e pubblichiamo la lettera dei consiglieri del Movimento 5 Stelle:

“Gentile dottor Conzi,

la nota diffusa ieri da Lei in risposta alla nostra richiesta dei giorni scorsi di dimissioni della dottoressa Renata Canini, parrebbe innanzitutto un chiaro caso di preveggenza da parte dall’assessore Montaldo, dal momento che la sua lettera è datata maggio 2014!

La nota cui fa riferimento l’Assessore Montaldo che Lei riporta cita l’art. 8 del D. Lgs 39/2013, mentre quello cui ci appelliamo noi è l’art. 3 del medesimo D Lgs “Inconferibilità di incarichi in caso di condanna per reati contro la pubblica amministrazione”, che al comma 1, lettera e) cita testuale “A coloro che siano stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per uno dei reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale, non possono essere attribuiti: e) gli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo nelle aziende sanitarie locali del servizio sanitario nazionale”.

Appare a questo punto necessario precisare, che la magistratura contabile ha riconosciuto la dottoressa Canini, nemmeno negligente o insipiente, ma dolosamente colpevole di aver arrecato un danno erariale all’amministrazione pubblica che reggeva (ASL1), ovvero di aver arrecato con coscienza e volontà un danno al Bene Pubblico.

L’aver subito una condanna come quella inflitta dalla Corte dei Conti alla dottoressa Canini come si concilia con i principii generali che dovrebbero ispirare tutti i comportamenti dei dipendenti pubblici, secondo quanto stabilito nel Decreto del presidente della Repubblica n. 62 del 16.4.2013, richiamato tra le altre cose nelle premesse del piano regionale anticorruzione (non ancora approvato, tra le altre cose) dalla stessa Regione Liguria?

Lei asserisce di aver dato mandato ai legali di tutelare l’immagine dell’Azienda, vogliamo immaginare che la lesione alla quale Ella fa riferimento sia quella provocata all’Azienda dal fatto di avere una dirigente condannata per aver dolosamente arrecato alla stessa un danno erariale. Occorrerebbe però, prima di ogni altra iniziativa, prima di minacciare contro chicchessia azioni legali, citare correttamente le norme vigenti applicabili, Confidando nelle Sue capacità professionali, ci auguriamo che la Direzione dell’ASL possa porre rimedio a questa spiacevole situazione”.

Ivan Mirenda, Christian Bertagna, Erica Iannello, Carlo Colombini

Ci auguriamo che le capacità divinatorie dell’Assessore Montaldo possano risultare utili (ndr)!

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