Per salvare i lampioni di Piazza Verdi bastava adeguare i corpi illuminanti. No alle luci in facciata che deturpano i palazzi antichi

La Spezia – La nuova polemica sorta sull’illuminazione di Piazza Verdi rientra nel più generale contesto del progetto di risistemazione della piazza che ormai da qualche anno vede contrapposti comitati cittadini ed associazioni ambientaliste da una parte ed il Comune dall’altra.

L’arredo urbano, di cui i corpi illuminanti pubblici sono una parte importante e fondamentale, è parte dell’identità di una città; una città dall’impronta ottocentesca e dei primi del novecento come la nostra, dovrebbe mantenere  e salvaguardare un arredo urbano stilisticamente omogeneo e consono alle caratteristiche del patrimonio edilizio storico in cui si colloca.  

In questi ultimi anni da parte delle Amministrazioni che si sono succedute non vi è stato alcun rispetto per le panchine in ferro, i lampioni e le fontane  sopravvissuti alle devastazioni della guerra.

La maggior parte dell’arredo urbano originario è stato sostituito con elementi discutibili stilisticamente, posizionati spesso in modo errato e costituiti dai materiali più disparati.

Ebbene tornando all’illuminazione di piazza Verdi ritengo di potere affermare che: asportare i vecchi lampioni e mettere in opera questi esili ed insulsi pali moderni costituisce un modo ulteriore per imbruttire questa parte della città.

La sostituzione dei vecchi lampioni che, sia per la scelta stilistica che per l’uso del metallo erano di ottima fattura e probabilmente costarono pure  parecchio all’Amministrazione di allora (se non mi sbaglio posizionati negli anni sessanta del novecento), non trova giustificazione nell’adeguamento alla normativa contro l’inquinamento luminoso negli spazi urbani; infatti, come è stato fatto in altre città, per salvaguardare i lampioni originari sarebbe bastato sostituire una parte delle lampade e modificare alcune parti dei corpi illuminanti per dirigere il flusso luminoso più verso il basso.

Ritengo che la sostituzione dei lampioni costituisca inoltre uno spreco di denaro pubblico, considerato che al posto dei lampioni pregevoli e costosi originari sono stati messi dei pali di nessun valore né estetico né di materiale.

L’annunciato posizionamento futuro di fari sulle facciate dei palazzi storici che circondano la piazza mi fa poi temere per l’integrità delle facciate, che invece di essere valorizzate e salvaguardate verranno attraversate da ulteriori cavi e corpi illuminanti discutibili.

A questo riguardo ricordo infine che piazza Verdi è una delle poche piazze della città che fortunatamente ha mantenuto intatti i palazzi originari che risalgono ai primi anni del novecento e per questo meriterebbe una maggiore attenzione da parte delle istituzioni.

Arch. Roberto Venturini

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