Orsa Daniza, narcotizzata e uccisa. Si dimetta il ministro dell'ambiente Gianluca Galletti

Hanno ucciso Daniza. L’orsa non è sopravvissuta alla narcosi che è stata effettuata nella notte per catturarla, secondo quanto comunica la Provincia di Trento. La Forestale ha avviato un’inchiesta e ipotizza il reato di uccisione senza motivo reale dell’animale.
Le informazioni sulle operazioni di cattura dell’orso sono state fornite dalla Provincia di Trento in una nota, in cui viene spiegato: “In ottemperanza all’ordinanza che prevedeva la cattura dell’orsa Daniza, dopo quasi un mese di monitoraggio intensivo, la scorsa notte si sono create le condizioni per intervenire, in sicurezza, con la telenarcosi. L’intervento della squadra di cattura – prosegue la Provincia – ha consentito di addormentare l’orsa, che tuttavia non è sopravvissuta”. “E’ stato possibile catturare con la medesima modalità, per poi prontamente liberarlo – aggiunge la Provincia – anche uno dei due cuccioli, che è stato dotato di marca auricolare per assicurarle il costante monitoraggio. A tal fine sul posto è già operativa la squadra d’emergenza”. La Provincia conclude spiegando che dell’episodio sono stati informati il ministero dell’Ambiente, l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e l’autorità giudiziaria. Per Daniza l’autopsia è prevista già in giornata.
Il Corpo forestale dello Stato, intanto, di iniziativa ha aperto un’indagine dopo la morte dell’orsa, ipotizzando i reati di maltrattamento di animali e uccisione senza motivo reale dell’animale. A quanto si apprende, nell’agosto scorso, il CfS aveva inviato una lettera al ministero dell’Ambiente e al presidente della Provincia di Trento esprimendo perplessità sull’iniziativa della Provincia di catturare e isolare in cattività in una struttura solo l’orsa, peraltro senza i propri cuccioli. In giornata, Daniza verrà sottoposta all’autopsia per chiarire meglio la situazione.

I veterinari: “Anestesia troppo rischiosa”
La povera Daniza è deceduta dopo essere stata anestetizzata, una procedura che “è sempre rischiosa negli animali selvatici, per due ragioni: lo stress che può provocare e l’assenza di controlli preventivi che avvengono invece quando una persona, o anche un cane o un gatto domestico si sottopongono a un intervento che richiede la sedazione”. Lo spiega Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi). “I veterinari lo sanno bene – prosegue l’esperto – Questo tipo di anestesie sono sempre rischiose perché l’animale subisce uno stress importante, anche per lo ‘sparo’ dell’anestetico che è necessario effettuare per raggiungerlo (telenarcosi) e le complicanze che l’anestesia può comportare quando non è possibile eseguire test prima di agire: l’orsa potrebbe aver avuto un problema cardiaco o metabolico sottostante che era impossibile rilevare senza analisi accurate pre-anestesia. La dose di farmaco che si utilizza per addormentare gli animali selvatici è comunque standard e dipende dal peso del soggetto”.

La Protezione animali: “Si dimetta Galletti”
L’Enpa, ancora, definisce la morte del plantigrado un “animalicidio” e chiede le dimissioni del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. “Ciò che è accaduto all’orsa Daniza non è un incidente né un fatto casuale: è un animalicidio in pieno regola. Nei giorni e nelle settimane passata avevamo più volte chiesto di lasciare in pace l’animale, arrivando a diffidare le autorità locali: questo è il risultato della caccia alle streghe, del clima di terrore scatenato contro il povero plantigrado”, dice in una nota la presidente nazionale dell’Enpa Carla Rocchi, che preannuncia una vera e propria mobilitazione legale da parte dell’associazione. “Insieme alle centinaia di migliaia di cittadini che si sono schierati con noi a difesa di Daniza – prosegue Rocchi – consideriamo responsabili di questa morte tutte le autorità che hanno fatto del terrorismo psicologico contro l’orso: in primis la Provincia di Trento e gli amministratori locali ed i politici locali che hanno scatenato questa guerra di religione. Ma anche coloro i quali hanno materialmente eseguito l’intervento di telenarcosi. Al riguardo chiediamo di sapere se tale intervento sia stato posto in essere da personale medico-veterinario e se siano state rispettate tutti i protocolli veterinari”.
Inoltre, la Protezione Animali chiede quale ruolo abbia giocato il ministero dell’Ambiente in questa vicenda “visto che si è dimostrato incapace di tutelare l’animale: per questo l’associazione chiede le dimissioni immediate del ministro”. “Chi a vario titolo è coinvolto nell’animalicidio di Daniza stia sicuro di non dormire sonni tranquilli: questo per noi e per tutti i cittadini italiani che hanno preso a cuore il caso dell’orsa è il punto di partenza di una battaglia che porteremo avanti finché Daniza non avrà giustizia”, conclude l’Enpa.

La replica del ministro
Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha “già inviato alla Provincia di Trento la richiesta di una relazione sull’accaduto per chiarire la dinamica dei fatti e chiedendo misure affinché episodi come questo non si ripetano più”. “La morte di un’esemplare di un orso – dice Galletti – è sempre una sconfitta. Ora pensiamo a seguire e tutelare i due cuccioli”. Il titolare dell’Ambiente definisce “davvero una brutta notizia” il decesso di Daniza. “La morte di un esemplare di orso e’ sempre una sconfitta, a prescindere dalla responsabilità”, afferma il ministro. Daniza era un’orsa che il ministero seguiva da anni essendo una delle prime inserite nel progetto di ripopolamento. “Ma a questo punto – rileva il ministro – fermi restando i chiarimenti da acquisire sulla morte dell’orsa, mi preme la sorte dei due cuccioli, uno dei quali non e’ stato ancora munito di radiocollare. Vanno seguiti e protetti per garantirne il costante benessere e consentire loro di diventare adulti”. Per Galletti, “vanno adottate le migliori soluzioni per l’intera popolazione di orsi di Trentino, Veneto, Lombardia e Friuli. Facciamo in modo che quanto accaduto – conclude Galletti – ci serva da insegnamento per il futuro”.

Wwf: “Sconcerto per la morte di Daniza”
“La notizia della morte dell’orsa Daniza lascia sconcertati e giunge come una tristissima conferma della inopportunità della sua cattura più volte richiesta dal Wwf Italia. Le istituzioni nazionali, che hanno dimostrato di non saper gestire con la dovuta competenza questa situazione, forniscano celermente i risultati dell’autopsia e facciano emergere la verità su quanto accaduto, su come sia stata gestita questa delicatissima fase della cattura di un animale già spossato, perchè in fase di allevamento di due cuccioli, e si suppone in perenne stato di allerta nelle ultime settimane”. E’ quanto chiede il Wwf, che in una nota “ribadisce il proprio dissenso per la decisione infausta di catturare un esemplare come Daniza per la quale non sussistevano le condizioni di pericolosità a cui si era appellata la Ordinanza della Provincia”. “Non c’era ragione alcuna di procedere alla cattura di un animale che si era comportata secondo natura. Quanto successo rafforza ancora di più la convinzione che il Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso sulle Alpi centro orientali vada completamente rivisto e reso uno strumento che sappia considerare le diversità degli eventi. Purtroppo è già il secondo esemplare di orso bruno che muore durante le fasi di cattura e narcosi operate dai tecnici della provincia di Trento e pertanto è irrinunciabile una dovuta verifica sulle capacità e l’operato per verificare se si sia trattato dell’ennesimo evento casuale o ci sia imperizia anche solo nella scelta del prodotto e del momento in cui procedere”.
Per Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia, “è inaccettabile quanto accaduto, tutta questa vicenda dimostra la incapacità di gestire una sana e legittima relazione tra la presenza dei grandi carnivori e le attività umane. Vanno accertate con puntualità le responsabilità individuali e amministrative. Chiediamo rassicurazioni sul monitoraggio e l’impegno per la sorte dei due cuccioli ora rimasti senza le cure materne, alle porte dell’inverno”.

www.nelcuore.org

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