Non c'è pace senza giustizia: manifestazione a favore del popolo palestinese

MASSA – Il coordinamento Palestina Libera La Spezia – Massa Carrara, di cui fa parte Freedom Flotilla  Sp-Ms, invita a partecipare numerosi alla manifestazione “Non c’è pace senza giustizia” indetta per il 13 settembre a Massa: ore 17 ritrovo in Piazza IV Novembre, chiusura ore 19 in Piazza Mercurio, con interventi e collegamenti da Gaza.

Scrive il coordinamento Palestina Libera: “La fine del sionismo, della pulizia etnica, dell’occupazione del suolo di Palestina, del colonialismo, la cessazione perpetua e definitiva dei bombardamenti, la fine di ogni aggressione da parte di Israele sono l’unico avvenire possibile per questa terra che da decenni non conosce altro che guerra, violenza, aggressione e occupazione illegittima. I diritti del Popolo palestinese sono il solo avvenire possibile per gli stessi Israeliani. La libertà dei palestinesi è l’unico futuro possibile per il mondo intero.

Noi siamo parte di questo mondo e intendiamo far sentire fino in fondo la nostra voce. I bombardamenti che dall’8 luglio 2014 hanno martoriato il popolo di Gaza hanno fatto più di 2000 morti, per la stragrande maggioranza popolazione civile e tra loro tanti, tantissimi bambini. Ma questa strage è solo il più recente dei capitoli di una terribile tragedia.
La morte del nostro fratello e amico Simone Camilli, il video-reporter italiano ucciso a Gaza durante la tregua da un missile israeliano non esploso, mentre realizzava un video indipendente sulle condizioni di vita dei palestinesi, ci racconta di una guerra che non finisce mai, di un popolo, quello palestinese, destinato ad essere sempre in guerra anche quando le bombe si fermano per un po’. E se ad uccidere non sono le bombe, se non sono i missili, se non sono i cecchini dell’IDF, a Gaza ad uccidere ci pensa l’embargo, un blocco che da 7 terribili anni costringe alla fame, alla sete, a condizioni di vita difficilissime un milione e ottocento mila palestinesi (di cui quasi la metà bambini sotto i 14 anni) in una striscia di terra lunga appena 40 km e larga 10, con la più alta densità di popolazione al mondo. Una popolazione chiusa in un carcere a cielo aperto, dove via terra, mare e cielo non possono uscire e transitare merci ed è quindi costretta a scavare gallerie per procurarsi di che sopravvivere. 
L’abbattimento di case palestinesi per far posto alle colonie israeliane, il furto dell’acqua, la carcerazione amministrativa (per la quale bastano dei sospetti per essere incarcerati senza processo per un tempo illimitato e che è applicata anche ai bambini), il muro dell’apartheid, i check-point sono solo alcuni aspetti che rendono la vita impossibile in Palestina.I territori delle province di Massa Carrara e La Spezia hanno un rapporto forte con la Palestina.
In questi territori una rete di associazioni, di realtà di base, di militanti per la pace e per la giustizia internazionale svolgono azioni di informazione, controinformazione, sensibilizzazione, cooperazione e solidarietà nei confronti del popolo palestinese.
In questo nostro territorio, un importante ospedale pediatrico organizza da anni missioni di cooperazione sanitaria internazionale nel campo della cardiochirurgia dell’infanzia presso gli ospedali di Makassed a Gerusalemme e all’European Gaza Hospital a Khan Yunis (Gaza). Luoghi che hanno sostenuto e ospitato le missioni della coalizione internazionale Freedom Flotilla, che via mare ha più volte tentato di forzare il blocco illegale di Gaza subendo la feroce repressione militare di Israele.
Dall’inizio del conflitto le nostre province hanno ospitato numerosissime iniziative di sensibilizzazione, con mostre, conferenze, flash mob, volantinaggi, prese di posizione pubbliche: un’autentica carovana con numerose realtà e tantissimi eventi molto seguiti ha girato in lungo e in largo raccogliendo attenzione e solidarietà.
Per questo motivo intendiamo manifestare il 13 settembre per le strade di Massa, volendo concretizzare in un momento unificante tutte le iniziative finora svolte, in concomitanza con l’inizio delle esercitazioni militari congiunte Italia Israele in Sardegna.
Riteniamo da sempre che su questa terribile tragedia non ci possano essere ambiguità e prese di posizione ipocrite che, sotto una finta equidistanza, condannano ulteriormente alla morte il popolo palestinese.
Siamo in sintonia con quella parte della popolazione mondiale, e tra loro tanti ebrei e cittadini israeliani, che hanno capito che la minaccia più grave alla sicurezza di Israele è data dal comportamento dello stesso Governo israeliano, dalle sue mire espansionistiche, dall’idea di sterminio nei confronti di un altro popolo che sempre comporterà un moto di indignazione, di sdegno e una reazione.
Scendiamo in piazza per chiedere che finisca la guerra, che finisca l’aggressione, che finisca l’embargo, che finisca l’occupazione!
Senza Giustizia non potrà mai esserci Pace. Per questo pretendiamo che Israele rispetti il diritto internazionale.
– Chiediamo che la Pace riacquisti il suo significato più pieno, non solo come assenza di guerra ma soprattutto come piena realizzazione della giustizia, della libertà e del diritto all’autodeterminazione dei popoli.
– Chiediamo al Governo italiano di condannare la politica coloniale e sionista di Israele.
– Chiediamo che il Governo italiano interrompa immediatamente la fornitura di armi, di munizioni, di sistemi militari, come pure ogni accordo di cooperazione militare e commerciale con Israele.
– Chiediamo che il Governo italiano, come già altri stati hanno fatto, richiami l’ambasciatore italiano in Israele ed espella dall’Italia l’ambasciatore israeliano, come risposta ad un atto di guerra che comporta un crimine nei confronti dell’umanità.
– Chiediamo che la soluzione della crisi palestinese non sia la registrazione del dominio militare di Israele ma, nel rispetto del diritto all’autodeterminazione di ogni popolo, restituisca alla Palestina la libertà che le spetta.
– Invitiamo le/i cittadine/i a sostenere le campagne del BDS-Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro i prodotti Israeliani e i marchi che sostengono Israele”.
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