Sentenza Monte Montada, Carabba: "Il Comune non ha responsabilità"

LA SPEZIA – “Il Tar ha emesso una sentenza importante ed attesa. Nella lunga battaglia  giudiziaria sulla discarica di Monte Montada il Tribunale ha individuato il  soggetto tenuto alla sistemazione definitiva dell’area: la Montada srl, di  Alessandro Canti, attuale proprietaria del sito. I giudici hanno manifestato la piena convinzione che il Comune della Spezia non ha responsabilità alcuna nella gestione e manutenzione della discarica e conseguentemente l’Ente pubblico non è tenuto ad accollarsi le spese di messa in sicurezza, ovvero di bonifica, come da sempre preteso da Canti. Poiché ci sono state ricostruzioni della vicenda fatte con un taglio che lasciavano invece trasparire un qualche giudizio di responsabilità del Comune voglio riproporre per chiarezza i passaggi fondamentali di questa vicenda intricata  che si perde indietro nel tempo. Nel 1994 il Comune della Spezia, per fronteggiare una situazione di  emergenza, aveva dato incarico alla società Depeti di  conferire nel sito di  Monte Montada, di proprietà della stessa società, i rifiuti urbani in attesa dell’individuazione di nuove discariche da parte della Regione. In due anni e mezzo venivano conferite 150.000 tonnellate di rifiuti, per le quali l’Amministrazione ha pagato alla società gestrice oltre 21 miliardi di lire.  Nel 1997, terminata la fase di emergenza, il Comune ha disposto la chiusura di Monte Montada, convenendo con la società proprietaria la messa in sicurezza della discarica secondo un progetto di bonifica approvato dalla  Provincia. Veniva manifestato dal Consiglio Comunale l’interesse del Comune all’acquisto dell’area una volta bonificata. Invece di bonificare la Depeti iniziò a portare illegittimamente in discarica una enorme quantità di  rifiuti industriali. Nel 1999 scatta il sequestro della Procura ed il Comune  insieme ad ACAM vengono incaricati della custodia giudiziale, con i compiti di controllo della stabilità del sito, la captazione del biogas e lo smaltimento dei liquidi di percolato. La gestione della discarica (nel senso della bonifica) e la manutenzione degli impianti tecnologici non facevano parte dei compiti di custodia, pertanto era la proprietaria che doveva richiedere al giudice l’autorizzazione per eseguirle. Autorizzazione mai richiesta nei 12 anni di sequestro.
Per la gravità dei fatti oggetto del giudizio penale il Consiglio Comunale revocava la deliberazione che manifestava l’intenzione di acquistare la discarica. La Depeti impugnava al Tar questa revoca, ma il TAR, con sentenza passata in giudicato, ha ritenuto legittimo e giusto l’atto di revoca del Comune, essendo venute radicalmente meno le condizioni presupposte all’acquisto.
Il processo penale sconta tutti e tre i gradi di giudizio fino alla Corte di  Cassazione ed ora il giudicato è definitivo. Gli amministratori della Depeti sono stati riconosciuti responsabili di gestione di una discarica abusiva, anche se il lungo tempo per giungere alla sentenza ha comportato la prescrizione del reato. Sulla base dei fatti definitivamente accertati dalla Cassazione i giudici del Tar hanno potuto escludere ogni responsabilità del Comune per la rovina in cui versa la discarica ed hanno indicato la Montada srl, quale proprietaria e detentrice, il soggetto tenuto per legge a tutti gli interventi di messa in sicurezza, sia quelli relativi al recente movimento franoso, ma anche a quelli più ampi di bonifica definitiva. Una buona notizia anche per i cittadini ai quali la controparte avrebbe impropriamente preteso di addebitare costi molto onerosi che saranno invece a carico del gestore privato.”

L’Avvocato Civico Stefano Carrabba

La sentenza: giustizia-amministrativa.it

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