Scrittori brutta razza, un romanzo di Luigi Saccomanno

Quale altro lavoro può fare uno che si chiama Penna, se non lo scrittore? Per Antonio, giovane studente vittima di un’infanzia felice la scrittura, assieme all’improvviso e passionale amore per una stravagante ragazza di nome Zenit, è la vita, è un viaggio dentro se stesso, le sue fantasie, le sue paure. E’ la sua salvezza, ma, allo stesso tempo, anche la sua condanna, perché il successo, imprevisto e travolgente, lo allontanerà dal suo amore, da quella ragazza che l’ha aiutato a credere in se stesso e nelle sue capacità. La scrittura sarà anche il suo rifugio dopo le vicissitudini che Antonio Penna dovrà affrontare.

Scrittori brutta razza“, edito da Lupo Editore, è un romanzo di Luigi Saccomanno, classe 1983, amante della scrittura e dei viaggi. Il romanzo oscilla tra realtà e sogno, presente e ricordi del passato, atmosfere quasi oniriche, è scritto con frasi brevi e veloci. In molti punti è più simile a uno sfogo, a un flusso di coscienza che non un romanzo nel senso classico del termine: la storia narrata passa in secondo piano, il vero protagonista del libro è lo scrittore, anzi, l’arte della scrittura, un’arte da prestigiatore. Lo scrittore non è che un prestigiatore, che corre il rischio di illudersi che il trucco riesca sempre.

www.lupoeditore.it

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