Condannare con fermezza le aggressioni azere al popolo armeno

ROMA – Il Consiglio per la comunità armena di Roma condanna l’ennesima aggressione subita dalla repubblica armena del Nagorno Karabakh-Artsakh da parte di forze militari azere ed esprime forte preoccupazione per l’aumento della tensione voluto dal regime dell’Azerbaigian.

Da un paio di mesi si susseguono tentativi di incursioni di forze militari e paramilitari dell’Azerbaigian nel territorio armeno; tutti i tentativi di sabotaggio sono stati respinti ma purtroppo molto giovani soldati armeni hanno perso la vita nella difesa dei confini della loro terra.
L’ultimo tentativo di incursione è avvenuto lo scorso 31 luglio: due giovani dell’Esercito di difesa del Karabakh sono morti, mentre gli incursori azeri hanno subito pesanti perdite (fra le dieci e le quattordici vittime) e registrato numerosi feriti. Nella notte seguente altri due soldati armeni sono stati mortalmente colpiti dell’ennesima violazione del cessate-il fuoco azera.

Non è casuale che questo aumento di tensione giunga proprio in un periodo nel quale il Medio Oriente è attraversato da nuove e vecchie crisi (Israele, Palestina, Egitto, Siria, Iraq, Libia). Il regime azero (160° posto su 180 stati nella classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa) cerca di sfruttare queste crisi mondiali per annullare il democratico diritto all’autodeterminazione del popolo armeno del Nagorno Karabakh.

Il presidente azero Aliyev (insignito del titolo di “Corrotto dell’anno” nel 2013) promuove la cosiddetta politica del caviale concedendo oboli elemosinieri a destra e manca, coprendo con la forza economica del petrolio il malcontento interno, l’assoluta mancanza di democrazia e la sua politica guerrafondaia. Nel corso della sua recente visita a Roma ha costretto l’Italia ad una precipitosa retromarcia per scongiurare il rischio di una gaffe diplomatica internazionale di fronte ai partner europei dell’Osce proprio a riguardo del contenzioso karabakho.

Il Consiglio per la comunità armena di Roma sollecita tutte le forze democratiche italiane e gli organi di informazione a condannare senza mezzi termini la politica di aggressione azera che mira a creare un casus belli per lo scoppio di un nuovo conflitto nel Caucaso meridionale dopo che il regime ha speso miliardi di dollari negli ultimi anni in una corsa al riarmo che non ha precedenti nella storia di questi ultimi decenni.

L a pazienza armena, fin qui messa a durissima prova, non può essere infinita.

Advertisements
Advertisements
Advertisements

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.