Ice bucket challenge: il vero tormentone dell'estate

I “vip” (e non solo) di mezzo mondo sembrano (all’occhio del profano che non sa) letteralmente impazziti, in questo finale di estate 2014. Da giorni impazzano su Internet video in cui personaggi più o meno conosciuti si rovesciano un secchio d’acqua (a loro dire) gelata in testa. Il motivo, ormai, è noto a tutti: si tratta dell’evento “Ice bucket challenge”, campagna lanciata negli Stati Uniti per diffondere la conoscenza della SLA.

Cos’è la SLA.
SLA è l’acronimo di Sclerosi Laterale Amiotrofica ed è una malattia degenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, cioè le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria (Fonte: www.aisla.it). Il malato di SLA, a poco a poco, smette di camminare, di muoversi, di respirare autonomamente: un decorso inarrestabile e in alcuni casi anche veloce (si parla di mesi). Il cervello non viene minimamente intaccato: il malato di SLA assiste al progressivo “decadimento” del suo corpo restando sempre terribilmente lucido. Allo stato attuale delle cose non esiste una cura per questa terribile malattia, esistono farmaci in grado di rallentare il decorso e di aumentare l’autonomia del malato. La ricerca sta andando avanti, ma c’è bisogno di soldi.

Da questo nasce l’idea del secchio d’acqua gelata: sensibilizzare l’opinione pubblica, far conoscere la malattia, parlarne e spingere le persone a donare. I video sono diventati il reale tormentone dell’estate e inondando le bacheche dei social network: e come al solito il mondo del web si divide, tra entusiasmi e pesanti critiche: “Operazione inutile“, “solo pubblicità“, “donate invece di buttarvi addosso l’acqua gelata” sono solo alcuni dei commenti negativi, che si sono fatti ancora più pesanti dopo l’adesione alla campagna del premier Matteo Renzi. Renzi” dicono i critici “si fa riprendere mentre si butta addosso l’acqua, ma poi taglia i fondi per la Sanità” e lo contrappongono al Presidente Usa Barack Obama, che ha rifiutato la “pagliacciata” e ha invece staccato un assegno a favore della ricerca. Renzi è stato chiamato in causa anche da una parlamentare del MoVimento 5 Stelle, Silvia Giordano, che gli ha scritto un accorato appello: Caro Renzi, accetta la sfida?

Pagliacciata o idea geniale, mero marketing oppure operazione utile, questa campagna ha ottenuto uno dei suoi scopi, far parlare della SLA e farla conoscere anche a chi non lo conosceva o aveva le idee confuse in merito. E magari si scatenerà la gara a chi dona di più. Qualcuno si sta già facendo riprendere mentre mostra l’assegno per la fondazione che fa ricerca.

Forse, in fondo in fondo, Ice Bucket Challenge non è del tutto una pagliacciata.

 www.alsa.org

 

 

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