Orsa Daniza: il Ministro Galletti si pronunci chiaramente contro la sua cattura

ROMA – Sulla vicenda dell’orsa Daniza, di cui la Provincia di Trento ha disposto la cattura dopo l’”incontro ravvicinato” con un cercatore di funghi nel giorno di Ferragosto, le principali associazioni di protezione animale del Paese, riunite nella Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, invitano il ministro dell’Ambiente Galletti a prendere una posizione chiara e coraggiosa contro la cattura di Daniza, che non rappresenta una minaccia per la sicurezza dei cittadini ma ha avuto una reazione, del tutto naturale, in difesa dei propri cuccioli.

Proprio per garantire il benessere dei piccoli, obiettivo sottolineato dalla nota ministeriale, la miglior cosa è consentire alla madre di accompagnarli naturalmente fino alla piena autonomia.  Le associazioni ricordano inoltre che gli orsi non sono “del Trentino”, ma appartengono al patrimonio faunistico nazionale. Quindi il ministero, autorità responsabile della conservazione della biodiversità, dovrebbe togliere alla Provincia autonoma la gestione del progetto Life Ursus, tanto avversato a Trento quanto sostenuto dalle vicine Regioni Veneto e Lombardia. L’amministrazione provinciale, infatti, ha dimostrato di essere capace solo di catturare e imprigionare gli orsi in uno zoo travestito da rifugio.

Inoltre la Federazione – di cui fanno parte Lav, Enpa, Oipa, Lndc, Leidaa, AAE Conigli, AiutiamoFido, Amici Animali Onlus, Cani & Mici per Amici Onlus, City Angels, Earth, Eolo a 4 zampe, Frida’s Friends Onlus, I Favolosi Cani 80, Il Rifugio del Micio, Noi Animali, Ombre a 4 zampe, SOSGaia, SOS Levrieri, Tartamondo Onlus,Gaia Italia,L’Arca della Valle,Anita Onlus, Leal, Mondo Gatto Gruppo Volontari Onlus, Anima Equina Onlus – diffida il presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi dall’insistere nel tentativo di catturare Daniza e lo invita a promuovere la revisione delle modifiche al Piano d’azione per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali (PACOBACE) deliberate dalla giunta, che consentono all’amministrazione provinciale di dichiarare unilateralmente un singolo orso “animale nocivo”: definizione, peraltro, cancellata dalla legislazione nazionale quarant’anni fa.

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