Festival delle Nazioni: nella 47° edizione omaggio all'Armenia

CITTA’ DI CASTELLO – L’Armenia è luogo mitico del Cristianesimo: è dentro i suoi confini che la tradizione biblica colloca il Giardino dell’Eden, ed è da qui che i cristiani guardano con devozione la cima del padre-Ararat, il monte, oggi al confine tra Turchia e Iran, sul quale, secondo la narrazione della Genesi si arenò l’Arca di Noè. Primo popolo convertito al Cristianesimo, gli Armeni hanno difeso la loro identità culturale con fierezza, resistendo, nel corso dei secoli, alle cicliche invasioni che hanno frantumato il loro territorio in diversi domini.

Questa terra è stata per secoli strada di collegamento tra Oriente e Occidente; la musica armena ne è la prova, contenendo stilemi che afferiscono alla cultura occidentale così come a quella del medio Oriente. Grande importanza ebbe la creazione dell’alfabeto nel 404 d.C. anche sulla evoluzione della musica con lo sviluppo del genere epico recitato e cantato, dei vipasanner e gusanner. Una tradizione orale profondamente radicata ancora viva e popolare.

Ma la storia dell’Armenia è segnata in modo indelebile dal genocidio, avvenuto durante la dominazione ottomana, che ebbe il culmine nelle deportazioni del 1915. Più di un milione di persone persero la vita e in seguito a questi episodi tantissimi armeni lasciarono la loro terra per far fiorire comunità in tutti i paesi del mondo, accentuando un fenomeno migratorio che già aveva segnato la loro storia nel corso dei secoli: se tre milioni è il numero degli abitanti della regione asiatica chiusa da Georgia, Azerbaigian, Iran e Turchia, oggi sono circa sette milioni gli armeni che abitano fuori dai confini nazionali.

Disgregazione e diaspora non hanno fatto che rafforzare l’identità armena, un’identità che si è espressa e si esprime ancora oggi con vigore soprattutto attraverso le arti, la poesia e la musica, e anche con un dialogo aperto e continuo con la cultura occidentale.

L’omaggio del Festival delle Nazioni all’Armenia, la “terra delle pietre urlanti” – come è stata definita dal poeta russo Osip Mandel’štam – è l’occasione per esplorare le tantissime sfaccettature artistiche di questa affascinante cultura, dal linguaggio musicale “colto” alla tradizione popolare con i suoi bardi e i suonatori di duduk.

Il programma completo sul sito www.festivalnazioni.com

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