Sarzana, i resti archeologici sconosciuti

SARZANA– Passeggiando per Sarzana e arrivando in Piazza Fabrizio de André, ci si imbatte in qualcosa di antico: resti di mura, o di vecchi palazzi, rovine, insomma, transennate e lasciate a vista, com’è giusto che sia. Sui resti antichi non si costruisce, lo sanno tutti, quindi a  Sarzana li hanno lasciati aperti.

I problemi però sono due:

1) Non c’è un cartello che informi i passanti su cosa siano quei resti. Ci sono, e basta. Probabilmente gli abitanti di Sarzana sanno perfettamente a cosa si riferiscano, ma tutti gli altri possono solo provare a indovinare, girando attorno allo scavo cercando un’indicazione, o destinare loro uno sguardo distratto. Peccato, perché soprattutto con la presenza della Soffitta nella strada, in questi giorni a Sarzana c’è moltissima gente, che viene anche da fuori.

2) Lo scavo è un ricettacolo di spazzatura. Ovviamente l’Amministrazione ne è responsabile solo in parte, qui entra in gioco la maleducazione della gente che lo scambia per un immondezzaio. Forse la presenza di un vetro a coprire quei resti potrebbe essere utile. Forse una pulizia più frequente.

E’ positivo che a Sarzana si sia cercato di preservare un angolo di città antica, lasciando a tutti la possibilità di vederla, ma è un peccato che anche questa lodevole decisione sia rovinata da superficialità, incuria, disinteresse. Attraverso questo giornale, chiediamo spiegazioni al sindaco Alessio Cavarra. E’ una piccola cosa, è vero, ma il miglioramento di una città passa anche attraverso le piccole cose.

 

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