La nascita di Cinecittà. Fotografie dal fondo di Luigi Freddi – Wolfsoniana.

GENOVA- Mostra in corso dal 18 luglio e visibile fino al 2 novembre 2014 Presso i Musei di Nervi – Wolfsoniana in Via Garibaldi 18 – Genova

La Mostra racconta la nascita e la storia della città del cinema di Roma che basata su un progetto di Gino Peressutti venne inaugurata nel 1937 per volontà di Mussolini. Saranno infatti esposte le fotografie e i documentari dell’archivio Freddi, conservato presso la Wolfsonian, riguardanti il periodo precedente la prima guerra mondiale ed alcune opere della Collezione inerenti le produzioni cinematografiche. Luigi Freddi fu il direttore generale per la cinematografia e dal 1940 anche presidente di Cinecittà e della Cines. Questo gli permise di essere al centro della realizzazione dei più importanti film di quel periodo e in contatto con le più grandi stelle del cinema internazionale. La Mostra racconta la nascita di questo grande centro di produzione cinematografico, costituito da ben sedici teatri di posa che vennero realizzati ispiranti al modello degli “studios” hollywoodiani e che che divenne per un lungo periodo il centro della realizzazione di produzioni di grandi kolossal cinematografici americani e di film europei francesi, spagnoli, tedeschi e ungheresi, favorendo così un grande indotto economico per il Paese e un afflusso di grandi star internazionali.
La mostra è organizzata in varie sezioni ed è stata curata da Matteo Fochessati e Gianni Franzone, Nella prima sezione sono esposte fotografie che ritraggono l’inaugurazione di Cinecittà avvenuta alla presenza di Mussolini e altre foto di Luigi Freddi e di Cinecittà. Nella seconda invece fotografie di scena tratte da celebri film come: Le scarpe al sole, Il serpente a sonagli, Ma non è una cosa seria, I due misantropi, Retroscena, Scandalo per bene e Scipione l’Africano.
Inoltre saranno esposti numerosi ritratti fotografici di personaggi del cinema internazionale autografati come il regista Clarence Brown, il russo Sergej Eizenštein, l’inglese Charles Laughton, il tedesco Emil Jannings e tanti altri.

(Daniele Ceccarini)

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