Caccia al capriolo: Fiasella sospende la delibera fino all'udienza del TAR

LA SPEZIA– Si è svolto questa mattina, 13 agosto, nella sala della Provincia l’incontro voluto dal Commissario straordinario Marino Fiasella sull’argomento “scottante” dell’estate 2014, ossia la caccia al capriolo. Erano presenti cittadini, associazioni ambientaliste e una delegazione di cacciatori. Il mese scorso Fiasella, con una delibera, aveva acconsentito alla caccia (tecnicamente prelievo selettivo) di 125 esemplari di capriolo, perché considerati in sovrannumero. Per arrivare a questa considerazione è stato effettuato un censimento e qui c’è la prima contestazione degli ambientalisti: nessuno è stato avvertito, solo i cacciatori. Nemmeno le guardie ecologiche della Provincia erano a conoscenza di questo censimento e non hanno partecipato. Paolo Bongi, biologo, ha risposto che “non è scritto da nessuna parte che le guardie debbano essere coinvolte. Possono esserlo, ma non è un obbligo“. L’anno prossimo, assicura, il censimento verrà organizzato diversamente. D’altra parte, come già sottolineato da Fiasella, quest’anno c’è stato “un errore di comunicazione“. E non è il primo, da parte delle Istituzioni.

Diverse le questioni sollevate dai cittadini contrari alla caccia, prima tra tutte l’uso di tecniche alternative all’abbattimento, per esempio la traslocazione o la sterilizzazione, entrambe bocciate dalla Provincia: la prima perché “i caprioli tendono a tornare nel loro luogo d’origine in breve tempo” e la seconda perché “lo spargimento di pillole contraccettive potrebbe essere deleterio per i lupi, che potrebbero ingerirle” e “la cattura comporta grande fatica”. A lungo i toni sono stati alti, con reciproci scambi di accuse tra cacciatori e non cacciatori, su posizioni troppo diverse per giungere a una mediazione. Fiasella sembrava convinto di far partire la caccia il 15 agosto, ma ci sarebbe stata un’ulteriore complicazione: il 28 agosto verrà discusso, presso il TAR Liguria, il ricorso dei VAS (Verdi, Ambiente, Società), promosso dall’avvocato Daniele Granara. Gli animalisti chiedevano di aspettare almeno fine mese, mentre i cacciatori spingevano per iniziare a sparare già dal 15. “Noi paghiamo per la licenza di caccia e l’assicurazione” dicono i cacciatori e, aggiungono, “il cacciatore di selezione spara con cognizione di causa, nel rispetto degli esemplari non cacciabili”; se poi sbaglia a uccidere (ad esempio se spara a un maschio troppo giovane) paga 350 euro di multa e ha la sospensione dalla caccia per un anno.

Dopo oltre tre ore di dibattito, il Commissario Fiasellacede“: fino al 28 agosto, nessuno sparerà. Si aspetta la sentenza del TAR.

 

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