Due o tre domande su Piazza Verdi…

LA SPEZIA– Il grande ciclista Gino Bartali era solito ripetere “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare” e la frase sembra adattarsi perfettamente alla nuova Piazza Verdi. Dopo l’errore nel colore del travertino (articolo), in questi giorni sono venuti fuori altre due “complicazioni“. La prima riguarda gli autobus: entrando nella Piazza da Via Chiodo, secondo gli addetti ai lavori non ci sarebbe il giusto spazio di sterzata per i nuovi filobus, troppo “ingombranti“. Errore dell’architetto GiannantonioVannetti o del Comune che non ha fornito le giuste dimensioni dei mezzi di trasporto pubblico?

La seconda nota stonata riguarda, invece, la pavimentazione per non vedenti: si tratta di particolari lastroni, dotati di rilievi in superficie, che consentono a non vedenti e ipovedenti di orientarsi se passeggiano da soli. Mentre questa pavimentazione è perfetta, ad esempio, nei pressi della fermata, vicino alla banca, anziché finire all’ingresso, si interrompe a due passi dal muro. Com’è possibile?

 

Continuano, insomma, i dubbi, le perplessità, le domande sulla nuova Piazza Verdi: il travertino “reggerà” al passaggio delle persone e alle sollecitazioni che vengono dagli autobus? In alcuni punti sembra già rovinato, sembra una pavimentazione già vecchia. L’Amministrazione presenterà un progetto alternativo in caso il Consiglio di Stato, nel merito, bocciasse definitivamente il Vannetti-Buren? Se dalla Piazza consentiranno solo il passaggio agli autobus elettrici, gli altri dove passeranno? Da Viale Mazzini, come si sente dire? O vi sono delle alternative?

Infine, alcune persone presenti ieri in Piazza, hanno rilevato che alcune delle siepi appena piantate sono già secche. Ma si sa, in questa città il verde pubblico in generale non se la passa benissimo…

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