70° anniversario della strage di Stazzema, il Comitato della Resistenza alle commemorazioni

SANT’ANNA DI STAZZEMA– Domani, martedì 12 agosto, ricorre il 70° anniversario di una delle stragi più violente della Seconda Guerra Mondiale. La mattina del 12 agosto 1944 le SS, accompagnate dai fascisti italiani, si recarono a Sant’Anna, una delle zone considerate più tranquille e sicure, e misero a ferro e fuoco il paese, uccidendo 560 persone. Una delegazione del Comitato Provinciale Unitario della Resistenza sarà presente domani alla manifestazione per il 70° anniversario della strage di S. Anna di Stazzema.

Il 70° anniversario presenta un significato particolare: è notizia di questi giorni chela Corte Federale tedesca di Karlsruhe ha annullato il vergognoso decreto con cui, nel 2012,la Procura di Stoccarda archiviò il procedimento con cui la giustizia italiana aveva riconosciuto la piena colpevolezza dei  militari coinvolti. Ora gli atti saranno inoltrati alla Procura di Amburgo per processare Gerhard Sommer, unico tra i quattro imputati superstiti in grado di presentarsi in aula. Ci si chiederà forse se ha ancora un senso procedere contro imputati ultranovantenni. Per rispondere adeguatamente occorre precisare che subito dopo la guerra erano state svolte indagini che individuarono i responsabili dei misfatti. Ma, nel contesto storico caratterizzato dalla guerra fredda, per non urtare i rapporti con la Germania Federale incrinando il Patto atlantico, si ritenne opportuno occultare i fascicoli, che restarono per decenni nel cosiddetto “Armadio della vergogna” che, con le ante rivolte contro il muro, fu rinvenuto “casualmente” solo nel 1994. Conteneva ben 2274 notizie di reato relativi ai crimini di guerra nazisti. La “scoperta” rese possibile la riapertura dei procedimenti. In quella fase si distinse per qualità professionali e morali il Procuratore militare Marco De Paolis, che riuscì a far processare i responsabili presso il Tribunale Militare della Spezia. Si ebbero dieci condanne all’ergastolo, confermate dalla definitiva sentenza della Cassazione (2007). Le successive decisioni della magistratura tedesca non hanno fermato i superstiti e i familiari delle vittime, che con una determinazione eccezionale non hanno mai smesso di chiedere giustizia, fornendo una straordinaria prova di Resistenza civile, fino al positivo accoglimento di questi giorni. Ora occorre non perdere altro tempo, e fare presto. Ciò non consentirà di ridare la vita a chi l’ha perduta in modo così efferato ma servirà almeno a rendere quella giustizia che il loro sacrificio esige.

Per noi spezzini, che abbiamo salutato con gioia e gratitudine il conferimento della cittadinanza onoraria al dottor De Paolis, questa vicenda ha un significato ancora più profondo. Il Tribunale Militare della Spezia è stato soppresso, e De Paolis trasferito. Chiediamo che tutto il materiale processuale non vada disperso e che venga acquisito dalla nostra città e conservato adeguatamente per essere messo a disposizione degli studiosi e di tutti gli interessati. Questi documenti saranno testimonianza e monito contro ogni forma di fascismo, affinché ciò che è stato non accada mai più.

La Presidenza del Comitato (Franco Bernardi, Paolo Galantini, Giorgio Pagano)

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