Lo "strano caso" del bando per un museo interattivo alla Fortezza di Sarzana

La Provincia della Spezia, retta da un commissario che è anche il suo ex presidente, Marino Fiasella, si è trovata in casa una miniera d’oro. In epoca di vacche magre per la cultura, di Pompei che cade a pezzi, di drammatici tagli dell’organico museale e blocco delle assunzioni, ha ottenuto dai fondi strutturali europei POR FSR qualcosa come 650 mila euro per creare ex novo un Museo.  Tredici mesi fa la Provincia settore Edilizia Ambiente Pianificazione Urbanistica ha avuto infatti in eredità dal Comune di Sarzana approvato dalla Regione Liguria con D.G.R. n° 868 del 18/07/2008,  l’attuazione del progetto Il centro museale  multimediale del sistema fortificato della Lunigiana della Fortezza Firmafede. Da affidare interamente tramite appalto e bando. Appalto che poiché unisce sia l’aspetto edile che quello intellettuale oltre che la fornitura di tecnologia risulta quanto meno anomalo.

Ma come non plaudere di una cosa del genere? Anzi come mai non è stato chiamato il ministro Franceschini in persona a dare la notizia?Insomma finalmente un esempio positivo: i soldi dell’Europa non andranno sprecati, finalmente. Qualcuno ne beneficerà. Qualcuno.Ecco qua come fare per partecipare.

1. Lo strano caso della comunicazione “non pervenuta del bando”.

Eppure l’ex presidente ora commissario non ha ritenuto di dare comunicazione pubblica del lieto evento (e del relativo bando di appalto per affidamento dell’incarico) attraverso conferenza stampa e sbicchierata di rito; nessuna nota infatti è arrivata ai giornali nazionali e locali dall’ufficio comunicazione dell’Ente.

Manteniamo un basso profilo, siamo in ordinaria amministrazione”– ci dice al telefono Fiasella. Non ci sembra granché come giustificazione, ma la prendiamo per buona. Certo, fare un bando a partire dal 16 luglio con scadenza il 23 settembre con agosto di mezzo che vale nel conteggio dei giorni, è cosa che solo a dirla farebbe sospettare chiunque, soprattutto per l’enorme mole di lavoro che richiede e di documenti di progetto che c’è da presentare (video storici sulla Fortezza, sull’Arsenale, per un totale di 103 minuti, rendering 3D, simulazioni interattive ecc ecc..), e di documenti amministrativi, assicurativi e garanzie (per le quali occorre fare partenariati di società), ma per carità, tutto regolare. Certo pure per l’Europa ci saranno dei giorni festivi ad agosto, ma una delle compilatrici del bando ci assicura che molte aziende sono aperte in agosto, certo lei va in vacanza dalla prossima settimana -e forse pure Fiasella – ma questo non conta. Del resto se non si va ad agosto in vacanza quando si va? E invece è sbagliato questo modo di pensare. Bisogna stare a casa, guardare i bandi se hai la fortuna di sapere che sono usciti proprio in quella precisa pagina on line dell’Ente o sulla Gazzetta ufficiale, e fare il progetto sperando di trovare aperti ad agosto archivi, biblioteche, di avere autorizzazione dall’Ammiraglio per entrare nella Base navale, di trovare il direttore della banca che ti dia una fideiussione istruendo la pratica a ferragosto, di trovare tecnici disposti a lavorare in ferie… Per inciso nel sito ufficiale dell’Autorità di gestione della Regione Liguria attraverso cui passano i fondi strutturali, ovvero nella pagina relativa alla comunicazione dei bandi aperti UE, del famigerato bando “Museo interattivo di Sarzana” non c’è ombra. Ma l’Europa non chiede come requisito fondamentale per i bandi, trasparenza e massima comunicazione?

2. Lo strano caso del “museo interattivo” che non si sa cosa vuol dire.

Chiediamo lumi sui contenuti ai due compilatori del bando che strenui difensori del loro lavoro, non arretrano un centimetro di fronte alle molte obiezioni che chiunque pratichi questi argomenti avrebbe fatto. Il dirigente del settore Urbanistica e Beni ambientali invece, ci sembra più propenso a una sia pur parziale revisione del bando. La premessa della discussione ovvero il classico “mettere le mani avanti” era il fatto che loro “si occupano di edilizia scolastica”. Si sa, la solita carenza di personale specializzato. E quindi in due che si occupano di appalti per mense e altre cose simili, svolgono il lavoro di creazione di un Museo e ci impiegano 13 mesi, forse tantino si potrebbe dire, ma d’accordo, sono solo in due. E ora dal 16 luglio bisogna fare in fretta perché ci sono scadenze, l’Europa non aspetta e se arrivi tardi non ti lascia quanto promesso, quindi agosto è giustificato. Certo, forse ci si poteva pensare prima e affidare lo studio e la descrizione del bando magari a uno staff numeroso, preparato sulla materia e veloce. Ma alla fine gli uffici hanno fatto del loro meglio. Come si vede dalle 40 pagine di elaborato in cui si dettagliano profili amministrativi ed economici richiesti. La parte di elaborato sul contenuto museale -ecco le dolenti note- è ridotta a qualche striminzita citazione. Lo squilibrio è anomalo.

Fortunatamente le competenze nel settore delle “mission culturali” non possono essere “eventuali”, o negoziabili o sostituibili altrimenti gli storici dell’arte e i progettisti museali andrebbero al mercato a scaricare cassette; si apre un Museo non una mensa scolastica, un luogo che avrà ricadute occupazionali, economiche e sociali se ben strutturato, altrimenti sarà l’ennesimo buco nero di bilancio per il Comune che lo ha in gestione. Chiedo se esista un comitato scientifico e non c’è (non avevamo dubbi)- anche se il Sovrintendente ha dato assenso.  E infatti questo bando delinea a nostro modesto avviso, un museo “vecchio”, peggio, fintamente innovativo: si parla genericamente di interattività senza avere idee precise sui dispositivi per l’esperienza di fruizione: i beni culturali sono luoghi di trasmissione della conoscenza e per questo svolgono un fondamentale ruolo educativo e formativo.  Il Bene culturale è uno spazio sociale, e la tecnologia può aumentare questo valore aggiunto o renderlo inefficace completamente. In un momento in cui si parla di Internet della cose, Realtà aumentata di seconda generazione, di mobile content, di applicazioni che riconoscono elementi georeferenziati e nel proprio smartphone appaiono ricostruzioni virtuali 3D di architetture e strade, nel bando si parla genericamente di “museo interattivo”..Chiedo allora se è stata fatta un’indagine di marketing museale preliminare per individuare l’esatto segmento di interesse rispetto all’interattività o per immaginare il criterio di efficacia e di efficienza con cui giudicare eventualmente la bontà di un progetto pervenuto. No. nessuna indagine, anzi tranquillamente i due esperti di edilizia scolastica ci dicono che non hanno la più pallida idea di quanti musei interattivi ci siano in Italia. Ma guarda caso ce ne è uno proprio intorno a Sarzana, l’ottimo e attivissimo Museo della Resistenza fatto dal bravissimo Paolo Ranieri che è proprio di Sarzana, all’epoca realizzato inseme con Studio azzurro, poi lui si staccò dal gruppo milanese per mettere in piedi N03! società con cui realizza molti musei interattivi tra Genova e Torino. Ne avevo parlato su Digimag qua:

3. Lo strano caso del requisito di  “400 mila euro di fatturazione relativo alla realizzazione di musei interattivi” e 200 mila per opere video. Alla faccia degli incentivi all’imprenditoria giovanile….

Non è una barzelletta. E’ tutto imbarazzantemente vero. Il soggetto proponente deve aver fatturato (da solo o in associazione ma nel caso il soggetto maggioritario deve avere almeno il 40% di requisito) la bellezza di 400 mila euro proprio in Musei interattivi. Non solo, deve aver fatturato altri 200 mila in realizzazioni audiovisive e dare in deposito cauzionale 120 mila euro. Non occorre dire che se una società che lavora nella cultura realizza queste cifre, bisognerebbe stendergli tappeti rossi. Siccome i musei interattivi in Italia non sono molti, siccome le aziende che realizzano queste si contano nelle dita di una mano è evidente che il bando restringe il campo a pochissimi competitor. Certo le società possono unirsi, aggregarsi, ma perché fare questa griglia così costringente? La vicenda è ancora più grave se si pensa che Accademie accreditate come Brera e la stessa Carrara nella scuola di Tecnologie sfornano giovani davvero in grado di realizzare concept di altissimo livello e molto aggiornati sulle nuove tecnologie e sistemi interattivi. Ma l’elemento economico è talmente vincolante e costrittivo da diventare DISCRIMINANTE per tutti loro. QUesto con buona pace di tutti i bandi europei che vanno nella direzione di AIUTO ALL’IMPRENDITORIA GIOVANILE. Un peccato. Si privilegiano sempre i soliti. Probabilmente l’errore è stato l’includere questo bando  in una tipologia di appalti di servizi dove invece l’aspetto edile ricopre meno del 10% del totale (46 mila euro). Per ovviare al tutto e permettere a una fascia più ampia della popolazione, di giovani, di società, di associazioni di partecipare, occorreva fare due bandi diversi,  uno relativo al contenuto intellettuale e di fornitura tecnologica e l’altro sulla parte edilizia dove evidentemente le assicurazioni e altri vincoli sono richiesti da regolamento di gara d’appalti.

In buona sostanza ipotizziamo che parteciperanno studi associati di architetti ben piantati in Provincia magari che hanno nel cassetto una buona parte del materiale richiesto per precedenti lavori su fortificazioni militari e Arsenale, visto che è improbabile realizzare 103 mn di filmati originali in poco tempo, che garantiscano la quota elevatissima richiesta di fatturazione e si associno a quei due o tre che in Italia lavorano sul settore musei interattivi. Se ne trovassero qualcuno in zona sarebbe anche meglio, noi crediamo, così sarebbe più veloce la pratica.

IN realtà molte altre sono le cose che non ci quadrano del bando ma ci siamo limitati a quelle più evidenti. Forse sarebbe interessante notare come si chieda “la lingua italiana” per la stesura del progetto e anche il bando, finanziato dalla UE sia fatto solo in italiano….

Ma nonostante i miei appunti e osservazioni i due compilatori del bando assicurano che molti hanno chiesto informazioni e noi non abbiamo motivo di non credere che ci saranno valangate di proposte. Ma confidiamo di più nelle rassicurazioni del dirigente e dello stesso Fiasella che invece, hanno ascoltato e accolto positivamente queste riflessioni critiche assicurando un’ulteriore verifica. E noi aspettiamo il responso. Laspeziaoggi ha lanciato il sasso.

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