Levanto: incubo di una mattina di mezza estate

LEVANTO– Se William Shakespeare in una notte di mezza estate aveva un sogno, Levanto e i levantesi, invece, in una mattina di mezza estate si sveglieranno con un incubo. Sabato 9 agosto, alle ore 9.30, è infatti convocato un urgente consiglio comunale con un solo punto all’ordine del giorno: “Rilascio di garanzia fideiussoria per garantire apertura di credito da parte della Levante Sviluppo”. Tradotto, significa che la società per azioni, partecipata al 90 per cento dal Comune di Levanto e al restante 10 per cento di quello di Bonassola, non ha le sufficienti garanzie per poter accedere a finanziamenti bancari. Così, in prossimità di Ferragosto, si convoca d’urgenza un consiglio comunale per garantirle tale credito.
A larga maggioranza, compreso il probabile voto di una parte dell’ex opposizione, sabato verrà approvata una delibera del valore di 1,6 milioni di euro: tutto ciò avviene a distanza di solo sei mesi dalla scadenza del mandato. Questo significa che alla nuova amministrazione che verrà eletta la prossima primavera, l’amministrazione Moggia lascerà in eredità un ennesimo, pesante debito da ascrivere nel bilancio comunale, tale da pregiudicare la futura attività economico-amministrativa della prossima nuova giunta.
Ma Levante Sviluppo SpA non godeva di una florida situazione finanziaria? A tale proposito, attendiamo sempre di conoscere il costo finale dell’operazione depuratore di Vallesanta: quello reale, non quello annunciato.
Ma non è tutto, purtroppo. La giunta comunale, con delibera n. 72 dello scorso 3 giugno, ha già avviato le procedure per la vendita degli immobili delle scuole elementari e dell’asilo infantile di Corso Roma, da cui prevede ricavi per 8.122.070 euro. Va detto che se l’operazione in sé è legittima da un punto di vista giuridico e amministrativo, in realtà è scandalosa da un punto di vista etico, visto che viene effettuata a solo sei mesi dalla scadenza del mandato e che vincolerà la nuova amministrazione a scelte forse non condivise. La cosa è ancora più grave se si pensa che nel bilancio di previsione del Comune di Levanto, alla voce “fondi europei” figura la cifra “zero euro”. Possibile che non esistano finanziamenti, europei o statali, per costruire il nuovo plesso scolastico di via Martiri senza vendere il patrimonio comunale?
Dopo la s-vendita del piano terra dell’ex stazione Fs e dell’ex scuola di Montale (le cui aste sono andate deserte e quindi saranno riconvocate al ribasso delle cifre previste), una volta azzerato del tutto il patrimonio immobiliare pubblico di Levanto e dei levantesi, cosa rimarrà alla prossima amministrazione e alle generazioni future? Facile la risposta: solo debiti.

(Comitato Vallesanta)

www.comitatovallesanta.it 

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