Il turismo che manca a La Spezia, di Mario Bonelli

LA SPEZIA– Nell’articolo apparso sul secolo XIX di domenica 3 agosto avente il titolo “La Lega Nord affonda le Crociere: Non portano benefici”, il segretario Granello non dice nulla di nuovo. I crocieristi non si fermano a La Spezia e  si dirigono in Toscana, perché la città non offre nulla, perché La Spezia è una citta morta; potrebbe essere un gioiello,invece è stata  imbruttita, per incapacità di una politica che da più di trent’anni tiene sotto scacco gli spezzini, creando danni irreparabili al nostro territorio.

  Già dalla nave, mentre si avvicina alla rada, il crocierista è offuscato dalla visione di un mare e da una montagna  di Containers e gru; se è a conoscenza del nome “Il Golfo dei Poeti” certamente si ricrederà. Per coloro che resteranno alla Spezia, anche per motivi finanziari, rimarrà il  ricordo di una città senza accoglienza, a punti anche sporca per i rifiuti per strada. A la Spezia, cosa manca per fermare il turista? Certamente non una Piazza Verdi con i rettangoli di Buren, certamente non il parcheggio sotterraneo davanti al Comune, sperando, non ci siano invasioni d’acqua quando pioverà a dirotto. Manca in primis una spiaggia attrezzata, come del resto, è esistente a Savona, Genova e Imperia, dove gli spezzini, ma anche i crocieristi, possano fare il bagno. Mancano completamente una politica dell’accoglienza, e una politica basata sul turismo (ad esempio qualche combinazione come il turismo con lo sport: le manifestazioni sportive portano gente).
Politica del Turismo significa incentivare attività ricettive come il terziario: alberghi, ristoranti, luoghi di ritrovo per giovani; i nostri giovani per divertirsi  devono andare nella vicina Versilia, a Spezia non c’è veramente nulla. Noi abbiamo una risorsa di inestimabile valore, come il mare, il nostro golfo, che invece non sappiamo fruttare, a causa di una politica becera, che si è orientata verso il  traffico dei containers, che, come ho più volte detto, non portano più  lavoro di quello esistente, per gli spezzini, e inoltre soffocano interi quartieri e  marine, nella polvere e nel degrado ambientale. Sul lato occupazionale, un terminal per le navi da crociera, è la carta vincente, solo se la politica spezzina saprà cogliere questa opportunità, effettuando cospicui investimenti, in campo marittimo/turistico, utilizzando soprattutto, i fondi strutturali che l’Europa, la Regione, mette a disposizione.

Mario Bonelli  Attivista M5S

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