Giulio Guerri: "Fare il punto sul restauro della Pieve di Marinasco"

LA SPEZIA– Il consigliere comunale Giulio Guerri, portavoce della lista civica Per la Nostra Città, riporta l’attenzione sulla situazione della Pieve di Santo Stefano Protomartire, la splendida chiesa di origini romaniche che si affaccia sulla città dalle alture di Marinasco. L’edificio, non risparmiato dal disastro idrogeologico che ha colpito la collina di Marinasco nel corso degli anni ’90, è stato interessato, in tempi recenti, da segnali di progressivo cedimento strutturale e conseguenti crolli, e da allora è stato chiuso per inagibilità, puntellato in via d’emergenza e sottoposto a lavori di messa in sicurezza e restauro, partiti grazie a una raccolta fondi del FAI. Il consigliere Guerri – che negli anni ha costantemente sollecitato le istituzioni a non abbandonare al proprio destino l’importante monumento e ha cercato di sensibilizzare in tal senso, con apposite interrogazioni, la stessa amministrazione comunale -, ha effettuato un sopralluogo per verificare lo stato dei lavori e ha deciso di indirizzare una missiva alle autorità competenti, ovvero la Curia Vescovile e la Soprintendenza ai beni storici e monumentali della Liguria, al fine di avere un aggiornamento dettagliato sulla situazione.

Chi ha a cuore la città della Spezia e le sorti del suo patrimonio identitario, sia storico-artistico che ambientale, non può che vivere con grande preoccupazione– osserva Guerrila fase odierna, la quale (forse per mera fatalità o più probabilmente per cause insite nella sensibilità e nelle inclinazioni di chi occupa oggi la cabina di regia politica della città) vede concentrarsi, nello stesso arco di tempo – così da delineare un’immagine unitaria di declino – il deperimento di alcuni dei precipui luoghi di interesse monumentale e paesistico del nostro territorio. Accanto a dinamiche come lo smantellamento di piazze storiche del centro,e il degrado avanzante delle aree verdi del Monte Parodi, è motivo di profonda amarezza e di forte speranza di riscatto il grave decadimento di un  sito, come Santo Stefano di Marinasco, che fino a pochi anni fa è stato uno dei luoghi d’aggregazione degli spezzini e una  tappa fondamentale per i visitatori desiderosi di approfondire la conoscenza delle bellezze della nostra città. In un contesto afflitto da un processo di abbandono e desertificazione, iniziato nel recente passato, ma giunto rapidamente alle estreme conseguenze negli ultimi anni, con lo svuotamento del convento delle suore, con l’azzeramento della popolazione residente e con  la fine di ogni attività di coltivazione e di cura del territorio, questa località è ridotta all’immagine spettrale di un cantiere che, attraverso le sue transenne, notifica, a chiunque si avvicini, il perdurante stato di inagibilità dell’antica pieve, offrendo, al contempo, la prospettiva per scorgerne le dolorose ferite, indicate dalle fratture e dalle deformazioni delle strutture murarie portanti.  Nei mesi scorsi – prosegue Guerri nella sua lettera –,ho potuto verificare la speditezza con cui si era avviata la prima fase degli interventi di restauro degli esterni. In questi giorni, a seguito di un nuovo sopralluogo, ho avuto occasione di vedere che le opere di rifacimento del tetto paiono ormai in dirittura d’arrivo. Avverto, tuttavia, il dovere di scomodare la cortesia di codeste autorità per poter avere un ragguaglio scritto che consenta di conoscere in modo compiuto ed esatto quale sia lo stato dei lavori e del loro cronoprogramma, quali siano le condizioni geostatiche attuali dell’insediamento, quali siano i prossimi interventi previsti, quanto denaro sia stato utilizzato finora e quanto ne dovrà essere ancora speso e quali siano i tempi entro cui la chiesa potrà essere riaperta al pubblico e quelli entro cui il restauro architettonico e artistico della stessa potrà considerarsi completato.”

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