Sondaggio on line di Piazza Europa: caro assessore Ruggia non sono i cittadini a essere "disonesti" ma voi che non sapete che App prendere..

Leggo sconcertata le parole riportate oggi dal Secolo XIX nell’articolo di Sondra Coggio di RUGGIA a giustificazione all'”affair” sondaggio on line Piazza Verdi. “Se nessuno bara il sondaggio sarà attendibile”. Non c’è verso, mai una volta che il Comune dica “Ho sbagliato” anche quando lo scopri con le mani nella marmellata.

La farsa di Piazza Europa col sondaggino on line (quella fontana là mettiamola qua) ha qualcosa di ridicolo. Sembrerebbe l’opera di un incapace vero che ha ricoperto di ridicolo il Comune ancora più di quanto riesca a fare da solo (vedi Piazza Verdi) perché il sondaggio senza filtri lasciava votare 100 volte lo stesso utente che potevapersino mettere indirizzo mail di fantasia. Era voluto dice Ruggia, bisognava essere onesti a votare. Vediamo.

Chi ha un minimo di dimestichezza con la rete sa che è possibile inserire sondaggi in qualunque pagina-blog grazie a varie applicazioni oggi gratuite da scaricare. Il più semplice è Google doc (a cui sembra appartenere il sondaggio incriminato) che però ha un bug: non mantiene memoria degli indirizzi. Lo sanno tutti. E in ogni caso basta andare in una lista di utenti che ti dice che se usi Google doc devi poi scaricarti (non gratis) l’APP che ti consenta di fare le cose fatte per bene. Non solo: cercando nella guida ufficiale ai documenti di Google c’è una pagina apposita che ti dice:

“…tieni presente che non è possibile impedire agli utenti di inviare un modulo più di una volta. Pertanto, è possibile che la stessa persona abbia inviato più risposte”.

Nella stessa pagina si legge che esiste una soluzione al problema, ma devi utilizzare i servizi di Google Apps che ti consentono di memorizzare gli indirizzi email di chi risponde al questionario e, quindi, identificare facilmente le eventuali risposte duplicate.

In sostanza, se metto un sondaggio sul mio BLOG che parla di mentine allo zucchero, non c’è motivo di controllare se gli stessi utenti votano 100 volte (a meno che il BLOG non sia intercettato da qualche ditta di caramelle)  perché comunque il sondaggio non cambierà la vita dei cittadini né di casa mia. Dunque per il mio BLOG è sufficiente il Google doc semplice.

Ma se un Comune si deve fregiare del titolo di “Gran Mogol della partecipazione”, chiamando a raccolta sul proprio sito i cittadini a votare è ovvio che debba tutelarsi al meglio scegliendo una miglior APP (per esempio limesurvey)  perché, considerata la situazione di grande critica a cui è sottoposta l’area, era più che prevedibile che ci sarebbe stato un enorme numero di burloni. O forse in maniera superficiale pensavano davvero di far votare 100 volte ogni amico di pen drive del Comune per fare vedere come sono stati bravi e partecipativi? Non voglio pensarlo..

In ogni caso, se la Paita aveva chiamato niente meno che il massimo teorico dei media, Derrick De Kerchove a suggellare La Spezia come “smart city”, città tecnologica, anni fa, ci viene da dire che a fronte di questa situazione imbarazzante anche mio figlio sarebbe stato in grado con il Nientendo di fare meglio.

Caro assessore, rimproveri i suoi “informatici” e lasci stare i cittadini. Avete sbagliato voi.

E chi ha firmato Belin Buren ha fatto benissimo.

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