Massimo Baldino scrive alla dottoressa Marzia Ratti

LA SPEZIA- Qualche giorno fa sul quotidiano “Il Secolo XIX” è uscita un’intervista alla dottoressa Marzia Ratti, in merito all’archiviazione dell’esposto presentato dal Comitato Piazza Verdi contro di lei. Di seguito pubblichiamo la risposta del portavoce del Comitato, che non ha trovato corrispondente spazio sul medesimo quotidiano.

Egregia Dottoressa Ratti,

premesso che il reato di stalking è uno dei più disgustosi, ci teniamo a precisare, per chi non lo sapesse, che esso “consiste in un insieme di comportamenti continui e molesti… [….]”. Non ci risulta che nessun cittadino spezzino, indignato per la “ignobile” vicenda legata alla riqualificazione di Piazza Verdi, sia arrivato a tanto. Visti i tempi, in cui tante donne sono davvero vittime di stalking, e alcune di loro perdono persino la vita per mano dei loro persecutori, sarebbe il caso che Lei si scusasse con loro. Tuttavia, come Lei ha ammesso l’errore compiuto, (e di cui si dovrebbe dolere tantissimo, viste le conseguenze che ciò ha comportato sia alla Amministrazione che alla città), anche il sottoscritto, a nome e per conto del Comitato che rappresenta, è disposto a scusarsi se qualche volta qualche suo concittadino possa (ma solo con l’uso dell’ironia) aver trasceso. Non sempre, infatti, l’ironia é di gradimento a chi la subisce. Tuttavia questa non ha mai ucciso né infangato nessuno.

Con questa mia lettera comunque tengo anche a ribadire, proprio per non passare da “turpe manipolatore della realtà” come il suo e mio sindaco (a proposito di offese)  definì, nel bel mezzo di un Consiglio Comunale, gli oppositori alla “riqualificazione” della Piazza, che la Sua Relazione del 2009 è stata allegata come discriminante prescrittiva a un bando di concorso attraverso il quale si è scelto il progetto “Vannetti – Buren” con i suoi portali di cemento armato al posto dei pini. Quei pini che “furono collocati circa dieci anni dopo la seconda guerra mondiale con totale incomprensione del senso della piazza” (cito testualmente) e che lei in più punti  ha definito “incongrui e fastidiosi” “l’accrescimento dei pini marittimi ha del tutto occluso la visione della piazza, nonché la percezione dell’entrata principale dell’arsenale” definendoli un semplice spartitraffico.
Ciò parrebbe in netto contrasto con le deduzioni a cui sono giunti i vari esperti che della questione si sono occupati e, cosa ancor più importante, con i giudici del Consiglio di Stato che accolgono e anzi precisano che tutta la piazza (pini compresi, anzi ex pini compresi grazie al nostro sindaco) è da ritenersi sottoposta a vincolo di interesse artistico culturale in quanto “testimonianza materiale di civiltà” e non “come opera specifica dell’ingegno“. Tradotto : non era possibile scorporare il filare dei pini dall’assetto complessivo della piazza.

Dunque il mero errore materiale che evidentemente c’è stato, e che Lei onestamente ha ammesso, ha causato prescrizioni errate a un bando con relativo progetto prescelto che risultava ex lege irrealizzabile in quanto in contrasto con la disciplina prevista dal Codice di salvaguardia dei Beni culturali e paesaggistici. In ogni modo, la città tutta è pronta a scusarla considerato che in una intervista del 9 luglio 2013 rilasciata a un noto quotidiano locale, Ella affermava di essersi accorta dell’errore (quello sulla datazione del filare, perché l’altro è strettamente concettuale e direttamente conseguenza del primo) e di avere comunicato prontamente il tutto alla Amministrazione. Ecco, il nostro “perdono” risulterebbe totale e liberatorio se Ella volesse rendere noto il nome di codesto funzionario che avrebbe raccolto la sue “errata corrige”,  in modo da capire come mai questo funzionario non l’abbia immediatamente comunicata agli organi competenti ( Soprintendenza), al fine di agevolare il corso degli eventi. Forse oggi non ci saremmo ritrovati a questo punto e non si sarebbero buttati al vento tanti soldi, né i commercianti che insistono su quella piazza ne avrebbero perduti altrettanti.

Massimo Baldino Caratozzolo – Comitato Piazza Verdi

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