Il PD spezzino impari la lezione: contro i cittadini non si governa

LA SPEZIA – Il Consiglio di Stato ha dato ragione ai cittadini, a comitati e associazioni ambientaliste che hanno combattuto il progetto di Piazza Verdi.
Certo in molti avrebbero preferito avere un’Amministrazione con cui trattare ma, alla fine, la via legale si è dimostrata l’unica in grado di “farsi sentire” da questa Giunta, da questo Comune amministrato dal PD quasi come un monocolore che della deriva “renziana” del “ghe pensi mi” ha fatto una scuola di pensiero.

Il PD spezzino ha avvallato, votato e difeso Federici anche nelle sue performance più discutibili: dallo spacchettamento con svendita di ACAM, all’atteggiamento irresponsabile su Pitelli e relativa emergenza ambientale, ai tagli al sostegno delle famiglie con disabili e anziani non autosufficienti, all’episodio incredibile del passaggio di materiale nucleare (una vera bomba) nella nostra città senza alcuna protezione per i suoi abitanti, per arrivare alla gestione del vecchio e “nuovo” ospedale, al subordine al porto-padrone e alle lobby economiche, e così via.

Ma è sulla gestione sconsiderata del territorio che Federici e il Pd han dato davvero il peggio di sé: autorizzando interventi di vero e proprio stravolgimento dell’esistente, abbandonando i versanti collinari al dissesto, forzando la mano (in accordo con chi  il territorio dovrebbe tutelarlo) su monumenti, viali e piazze storiche che ovunque recuperano mentre a La Spezia vengono stravolte con installazioni e interventi dall’estetica inquietante.

In questi anni tutti coloro che hanno una visione diversa da quella dell’Amministrazione sono diventati “il nemico”, i “rompicoglioni” (cit. Federici). Non più tardi di qualche settimana fa dai microfoni di TLS Federici gridava ai comitati come agli untori, gente sempre prevenuta e strumentalizzata, mossa da sicura fede “avversa” a lui e al suo partito  anche quando magari gli si chiede soltanto di far portar via la spazzatura dalle strade. Non ha perso occasione il nostro primo cittadino di tuonare contro i comitati infidi e nemici della “causa” e il PD era sempre al suo fianco. Troppo impauriti i consiglieri, (quasi tutti con pochissime, rare eccezioni), per votar contro in ogni occasione anche quando, lontano dal palazzo, ti dicevano che, sì Piazza Verdi è uno schifo, viale Amendola anche, ma votare contro loro proprio non si può.

È soprattutto in questa totale mancanza di coraggio che il PD spezzino ha perso la faccia, nel lasciare che i Federici, le Paita e coloro che si considerano i “padroni” del partito imperversassero a tutti i livelli, minacciando ed isolando chi anche dentro gli enti cercava ragionevolmente di opporsi ai loro dictat.

Il PD spezzino sembra aver definitivamente smarrito la strada in questa deriva dell’uomo solo al comando a cui non ci si può opporre. Tremano come foglie consiglieri e dirigenti Pd al solo pensiero di controbattere su qualcosa, qualsiasi cosa.

Ma contro i cittadini non si governa e questo lo insegna non soltanto Piazza Verdi ma anche il numero incredibile di comitati sorti per le mille questioni aperte, in disaccordo con il Comune su tutto il territorio.

Piazza Verdi insegna comunque a tutti loro che, se vogliono vincere, devono “andare fuori”, che a Spezia non c’è ascolto e neanche giustizia, ma, con un po’ di pazienza, in Italia si trova ancora qualcuno che conosce e applica la legge. Che parlare con questa amministrazione e questo PD è inutile perché nessuno pare aver la forza o il coraggio di imporre le ragioni della gente, del popolo, sì signori, proprio del popolo, delle persone comuni che non hanno altra forza dalla loro che la ragione, l’amore per la propria città, il diritto di decidere di essa e del loro destino.

Per tutti i cittadini delusi che chiedono ancora di esser ricevuti, ascoltati, o semplicemente che attendono che il Comune mantenga ciò che ha loro promesso, per tutti loro temo che l’unica via d’uscita sia fare causa, ricorso, azione giudiziaria. Perché quando si chiudono le porte in faccia alla gente, quando non c’è ascolto, né solidarietà, quando la partecipazione è inesistente o diventa una farsa il Comune diventa la controparte e contro i cittadini non si governa.

Cari piddini, se ci siete battete un colpo! Dimostrateci adesso che sapete rimetter dritta la barra, che siete in grado di affrontare e correggere questa deriva dell’Amministrazione e del suo padre-padrone!
Avviate dei veri processi partecipativi sulle scelte future della città, su quelle urbanistiche e su quelle strategiche, iniziate a promuovere il merito, fate delle vere gare d’appalto e non le trattative dirette, cottimo fiduciario, o le gare con un solo partecipante! Mettete il naso nella gestione degli uffici, promuovete la rotazione dei dirigenti, come previsto dalla normativa anticorruzione, mostrate di avere coraggio!
E comunque ricordatevi sempre: contro i cittadini non si governa.

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