No regrets, coyote. Gli elogi della stampa americana

Una partenza col botto: dal momento della sua comparsa, un anno fa, nelle librerie statunitensi, il mystery No regrets, Coyote di John Dufresne ha raccolto gli elogi di testate di spicco, prima fra tutte il New York Times. “Dufresne è un talento originale” ha scritto il prestigioso quotidiano Usa.

Il Boston Globe ha sottolineato che ciò che rimane del libro sono “i personaggi stravaganti e la meravigliosa voce dell’autore”. Per il Kirkus Reviews, “la narrazione di Coyote dallo sguardo acuto e le rapide deduzioni sui comportamenti divertono”. E il finale, secondo il The Dallas Morning News, è “uno dei più esplosivi, corrosivi e decisamente audaci fra i romanzi gialli di quest’anno”. “Spostatevi Leonard, Hall e Hiaasen. Un nuovo re del noir della South Florida è pronto a essere incoronato” ha scritto, senza trattenere l’entusiasmo, il Florida Times-Union.

Questa la tarduzione della recensione del New York Times, pubblicata nell’inserto culturale della domenica.

New York Times – Sunday Book Review: ‘Dufresne, un talento originale’
(di Marilyn Stasio- 2 agosto 2013)

È la notte prima di Natale e in tutta la casa non una creatura si muove nel romanzo, morbosamente divertente, di John Dufresne No regrets, Coyote. Questo perché tutti in casa Halliday – padre, madre e tre bambini in pigiama – sono morti, uccisi in quello che sembra un caso di omicidio-suicidio in famiglia. Ma Wylie (Coyote) Melville, un terapeuta che opera come “consulente forense volontario” per il Dipartimento di Polizia della Contea di Everglades, non accetta questa spiegazione. Nonostante si basi solo sull’intuizione, Wylie ha dimostrato talento nel leggere la mente (“Io guardo, osservo, fisso e faccio attenzione a ciò che vedo”, spiega modestamente), così le persone tendono a fare affidamento sulle sue impressioni.
Wylie è anche uno di quegli individui eccentrici che attraggono le persone ugualmente non convenzionali – come l’affabile squatter che si accampa nel suo giardino e a cui alla fine affida la conduzione della casa. Questa attrazione magnetica si estende alla lista di clienti di Wylie, in cui sono compresi individui stravaganti come Wayne Vanderhyde, che irrompe nelle case vuote (presenti in grande quantità in questo cimitero immobiliare) e lascia note d’amore che futuri residenti possano trovare, e Dermid Reardon, il cui irresistibile desiderio è quello di essere amputato (“Non tutti desideriamo essere simmetrici”, osserva un’amica di Wylie).

Il più affettuoso dei molti conoscenti di Wylie è Bay Lettique, un esperto di giochi di prestigio e trucchi magici, la cui specialità è travestirsi da turista credulone (in bermuda, calzini con i sandali e marsupio) e sbancare il tavolo da poker. Ma è anche una sorta di mago, con la straordinaria capacità di materializzarsi ogni volta che Wylie ha bisogno di aiuto – anche in Alaska, solo uno degli improbabili luoghi in cui questo agile racconto lo porta.
Seguire la tortuosa trama, con il suo cast da cartone animato di sicari russi, avvocati corrotti e poliziotti assassini, è in realtà parte del divertimento, anche se una visita al laboratorio di Babbo Natale al Polo Nord sembrerebbe solo leggermente meno incredibile di quel viaggio surreale a Fairbanks. Eppure, per tutti i suoi eccessi, Dufresne è un talento originale. Il suo umorismo è terribilmente cupo, ma nello stesso tempo piuttosto brillante – anche per gli esigenti standard del romanzo poliziesco della Florida del Sud.

www.enricodamianieditore.com

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