Mario Bonelli: il fallimento dei Comuni dovuto a "anni di polvere sotto il tappeto"

LA SPEZIA–  Il funzionamento del Bilancio di un Comune o di una Regione è uguale a quello di una famiglia, o meglio, ha lo stesso principio, fare quadrare i conti. A breve molti Comuni approveranno il bilancio di previsione 2014, con  ritardi vergognosi, non sempre giustificati. Questi bilanci,  rigorosamente in pareggio, verranno  presentati a cittadini e consiglieri comunali, ignari dei contenuti e del significato delle poste di bilancio, dove la maggioranza darà parere favorevole e l’opposizione contraria.  Molti di questi bilanci poggiano le fondamenta  per, il loro equilibrio, sulle multe dal codice della strada, oppure permessi di costruire, che, il più delle volte, sono cifre presunte e consistenti che salvano i bilanci. In realtà la crisi di un Comune o di una Regione non è mai un fulmine a ciel sereno, occorrono anni (anche se non molti), dopo aver gettato quintali di polvere sotto il tappeto. Le cronache ci insegnano che anche sindaci più irresponsabili hanno bisogno di 4 o 5 anni per distruggere un ente: si tratta di sperperare un patrimonio. E ieri (21 luglio) un quotidiano riportava in una sua pagina “ I Comuni italiani verso la bancarotta: 180 a rischio di default; 63 sono al collasso e altri 120 sono sull’orlo del crac, con debiti per miliardi”.

Non condivido la decisione di privilegiare alcune città, come Roma capitale, che è ripartita senza un dissesto: ci vuole equità tra i cittadini di Roma e quelli di un altro Comune italiano. Il comune di Roma, nei dati di Bilancio presentava, per le società in house,  perdite per 330 milioni di euro e il nostro Comune,  con le partecipate Acam, presentava debiti di 500 milioni di euro e perdite di 120 milioni. In ogni caso è un dato di fatto che se il “Gruppo Comunale” è in disavanzo, quelle perdite/debiti prima o poi si abbatteranno sul Comune. I 300 milioni di debito di Acam verso le banche non sono immuni agli interessi passivi, che graveranno su spezzini e abitanti della provincia. E’ di questi giorni un’altra realtà di casa nostra:  la Corte dei Conti boccia la Regione e la costringe a rivedere decisamente i programmi del Bilancio per l’anno 2014 e, come viene indicato dai giornali quotidiani, anche la Regione, “ha nascosto sotto il tappeto la polvere”;  pertanto viene richiamata a improntare il Bilancio su un equilibrio che deve essere costantemente tenuto sotto controllo, al fine di prevenire una situazione di dissesto.

Mario Bonelli, attivista Movimento Cinque Stelle, Revisore dei conti enti locali.

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