"La peste a Bardi 1630-31", il volume presentato a Bardi

BARDI– Nel Teatro di Maria Luigia di Bardi è stato presentato il libro “La peste a Bardi 1630-31” a cura di Beppe Conti, Pietro Tambini e Maurizio Ulini.

Il volume La peste a Bardi nel 1630-31 nasce da un progetto di Beppe Conti, Pietro Tambini e Maurizio Ulino. Il volume è corredato di una precisa documentazione ricavata da un manoscritto ritrovato da Pietro Tambini nel qual il parroco della chiesa dei Santi Gervaso e Protaso annota tutti i defunti. Si tratta di un documento fondamentale che dà l’idea di quanto grande fu la dimensione di una delle più terribili epidemie della storia. Il volume è stato presentato dalla dottoressa Patrizia Raggio, Presidente dell’Associazione Il cammino Val Ceno. Il volume raccoglie notizie importanti sulla tragica vicenda della peste a Bardi. Notizie importanti sulla peste di Bardi sono state raccolte dai verbali del Consiglio comunale di Borgo Val di Taro in pieno allarme per l’espandersi del morbo in Valtaro, che Giacomo Bernardi ha trascritto nell’importante libro di storia locale “Dai Visconti ai Farnese 1400-1700”.
Il documento da cui ha tratto origine lo studio è stato ritrovato nel gennaio 1998 da Pietro Tambini, mentre stava riorganizzando l’archivio parrocchiale di Bardi. Si tratta di un manoscritto, col titolo “Liber in quo describitur deffuncti in (Aecclessia ) SS, Gevasii et Protassi” (L’antica chiesa di San Gervaso e Protaso, ubicata, nei pressi del cimitero comunale).

E’ riportata la prima testimonianza del povero don Benedetto, che morì di peste (vitam cum morte commutavit die 26 Julii 1630 ex epidemie morbo confectus ed in cemeterio Parocchiae Sepultu), e le pagine seguenti, scritte da don Girolamo Strinati, parroco succedaneo e descrivono le drammatiche vicende della peste a Bardi. La relazione è stata allietata da musiche rinascimentali e medioevali suonate con strumenti d’epoca dal Trio Susato, un gruppo di giovani, particolarmente bravi e ottimi esperti musicali: Aldo Boccacci suonava i flauti dolci, Letizia Bonaiuti il liuto e la tiorba ed Emanuel Tagliaferri il cromormo basso. Nella bella sala del Teatro di Maria Luigia le musiche hanno creato un’atmosfera magica e romantica.

(Daniele Ceccarini)

 

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.