In carcere da due mesi il senatore Luigi Grillo, salta anche il Premio Giornalistico Cinque Terre

MONTEROSSO – L’estate  del senatore Luigi Grillo prosegue al fresco del carcere di Opera e a Monterosso si nota la sua assenza. Niente ospiti illustri all’agriturismo Buranco, dove l’estate scorsa non passarono inosservate le visite degli allora ministro Corrado Passera e viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Mario Ciaccia, del capo del dipartimento della protezione civile Franco Gabrielli, del presidente dell’autorità portuale di Genova Luigi Merlo e gentile consorte, nonchè assessore regionale  Raffaella Paita,  dei  prefetti di Genova e La Spezia Francesco Musolino e Giuseppe Forlani.  L’agriturismo Buranco, proprietà del senatore Grillo e al centro di un’inchiesta per presunti abusi edilizi, è anche azienda agricola dove si producono sciacchetrà, miele ed olio. Quest’anno non è stato assegnato nemmeno il Premio Giornalistico Cinque Terre, curato dall’Associazione Amici delle Cinque Terre di cui il senatore Luigi Grillo è presidente.

Il mese scorso, gli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Opera avevano sequestrato a Grillo un foglio con i nomi di alcuni giornalisti tra cui Bruno Vespa, Giorgio Mulè (Panorama) e Aldo Cazzullo (Corriere della Sera). Il senatore aveva il foglio nascosto in tasca e lo avrebbe consegnato durante un colloquio in carcere con i familiari: voleva probabilmente che prendessero contatti con alcuni giornalisti per sensibilizzarli alla sua vicenda giudiziaria.

Personaggi con cui il senatore Grillo aveva contatti anche per il Premio Giornalistico Cinque Terre, che nel 2013  venne conferito proprio a Bruno Vespa. Nelle edizioni precedenti furono premiati Aldo Cazzullo, giornalista del Corriere della Sera (2012); Antonio Ricci, autore di Striscia la Notizia (2011);  Angelo Zomegnan, direttore de La Gazzetta dello Sport (2010); Oscar Giannino, giornalista economico (2009); Stefano Livadiotti, giornalista de L’Espresso (2008); Toni Capuozzo, inviato speciale del TG5 (2007).

Nel corso degli anni la giuria è sempre stata presieduta da Arrigo Petacco e composta da otto giornalisti, tra i quali Giorgio Mulé (direttore di Panorama), Mimmo Angeli (direttore del Corriere Mercantile), Maurizio Belpietro (direttore di Libero), Gabriele Canè (direttore de La Nazione-QN), Francesco Carassi (direttore di Poligrafici Editoriale, proprietaria de Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino), Umberto La Rocca (direttore de Il Secolo XIX), Lorenzo Cresci (capo redattore de Il Secolo XIX), Roberto Napoletano (direttore de Il Sole 24 Ore), Italo Lunghi (direttore di TeleLiguriaSud), , Mario Paternostro (direttore di Primocanale) e Lorenzo Tronfi, segretario.

 

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