Quartieri del Levante: limiti delle istituzioni locali su controlli di prevenzione e sicurezza sul territorio

LA SPEZIA– E’ ormai un fatto assodato di quanti e quali siano i limiti delle istituzioni locali competenti sui controlli di prevenzione e sicurezza sul territorio che hanno poi forti ricadute sulla salute dei cittadini.
Il fatto più grave dell’ultimo anno è accaduto sulle colline attorno ai quartieri di Pitelli, Pagliari, Ruffino e Muggiano, ovvero l’ex SIN di Pitelli che il Ministero dell’ambiente ha deciso, non si sa per quale ragione,di togliere dai siti di interesse nazionale per passare alla competenza della Regione Liguria.
Una deperimitrazione del sito sbagliata per un gran numero di ragioni e contro la quale nel mese di ottobre andranno in udienza ricorsi di appello al Consiglio di stato inoltrati da alcune associazioni ambientaliste “VAS” e “LEGAMBIENTE”;  contro quel decreto e contro la giunta Regionale Ligure per non aver fatto opposizione quale sede di un sito pericoloso di interesse nazionale.
A dimostrazione di quanto sia preoccupante un sito come questo, nei giorni scorsi sono state scoperte, infatti, delle sostanze inquinanti, di cui non conosciamo ancora la natura; a giudicare dall’odore, presumibilmente idrocarburi ed altre che potrebbero essere tossico-nocive. Si tratta di sotterramenti risalenti alla fine degli anni ’70, dei quali non si conosceva l’esistenza per cui oggi le discariche, a noi tutti note ,sono ufficialmente 13 e non più 12, ma si suppone che possano lievitare ancora.
Naturalmente la cosa ha impaurito ed indispettito gli abitanti dei quartieri interessati, anche perché si è venuti a scoprire che i fanghi del Lagora, che secondo noi dovrebbero essere inseriti tra i rifiuti speciali, vengono invece conferiti alla”Sistemi Ambientali” per mettere in sicurezza la discarica come stabilito a suo tempo dal Ministero dell’ambiente. Ancora di più ci infastidisce il fatto che Arpal abbia certificato l’idoneità della terra senza, di fatto, aver eseguito la sua caratterizzazione.
Come si può,ci chiediamo, certificare un pezzo di carta fornito dal Comune (ci auguriamo contenente dati reali) con accertamenti fatti da altri solo perché sono in linea con quelli fatti due o tre anni prima forse da loro? E non è questo l’unico problema ambientale ad essere affrontato in modo superficiale negli ultimi anni sia dal comune che dagli enti di controllo: vogliamo parlare del monitoraggio dell’inquinamento della terra e delle acque attorno a Pagliari? Si scopre che non si possono mangiare gli ortaggi, ma anche che la ASL ha dato il permesso di vendere uova ed allevare e vendere galline in una zona dove i livelli di piombo sono sempre alti,ovvero vicino alla PBO (chiusa da tempo e mai bonificata come imposto dal ministero nelle decisoria del 2012) e anche in questo caso gli ultimi controlli risalgono al 2006. Vogliamo poi parlare dell’inquinamento dovuto al carbone che arriva dall’oriente e di pessima qualità che brucia Enel? A Vado Ligure la centrale come la nostra è stata chiusa, qui non sono stati fatti neppure gli esami epidemiologici.  E che dire dell’inquinamento ambientale ed acustico causato dalla vicinanza del porto alle case: si continueranno a fare i rilevamenti o no? Nessuno lo sa, ma quel che è certo è che era stato costituito un tavolo permanente pubblico che forse dal 2006,anno in cui si prese questa decisione, che non si è mai riunito. Non siamo riusciti a verificare le fasi attuative del P.R.P, né a far realizzare una fascia di rispetto: non sarà che l’Autorità Portuale non vuole ingerenze sul suo operato e condizioni?  Nei mesi scorsi il Sindaco di La Spezia ha più volte detto, nel corso di incontri politici, che la nostra città di mare e terra non ha problemi ambientali.  Ci scusiamo signor Sindaco, ma noi dobbiamo riempire i suoi vuoti di memoria.
Quelli elencati sono i problemi più gravi a cui dobbiamo aggiungere il degrado della città, sempre piena di spazzatura, i marciapiedi e le strade con buchi che sono spesso voragini, ma i cittadini non hanno voce perché la partecipazione non esiste neppure sulle decisioni più importanti, per cui la cittadinanza si trova sempre ad essere messa davanti al fatto compiuto, senza aver avuto modo di esprimere un parere, spesso anche su questioni di enorme importanza. Per non essere tacciati di aver scritto false informazioni l’autorizzazione ARPAL è in nostro possesso e siamo pertanto in grado di mostrarla a chiunque volesse vederla.

 Il Coordinamento dei Quartieri del Levante

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