La Speziaoggi all'Asinara incontra il regista Gianfranco Cabiddu sul set del nuovo film

ISOLA DELL’ASINARA-SARDEGNA– A volte il caso tira…buoni scherzi….

La Speziaoggi ovvero Paola Settimini e Anna Monteverdi in trasferta vacanziera all’Isola Asinara ha avuto l’opportunità di incontrare e intervistare il regista cinematografico sardo Gianfranco Cubiddu che sull’isola, già sede del supercarcere, da lunedì 8 luglio ha iniziato le riprese del suo nuovo film dal poeticissimo titolo “La stoffa dei sogni”. Protagonisti: Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini. Il film è prodotto con il supporto della regione autonoma della Sardegna e della Sardegna film commision, in associazione con Videoprogetti ed è finanziato e riconosciuto d’interesse nazionale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo.

La trama si ispira alla Tempesta di Shakespeare nella rilettura in napoletano antico di Eduardo De Filippo; ci racconta, infatti, il regista che una delle esperienze più importanti della sua vita fu proprio quella a fianco di Eduardo per un anno quando il grande artista napoletano aveva registrato in audio tutte le voci della Tempesta da lui tradotta.

Cabiddu ha iniziato la sua carriera con il suo primo lungometraggio del 1988 Disamistade, al quale partecipano, Maria Carta e Massimo Dapporto; il suo secondo lungometraggio è Il figlio di Bakunin del 1997 dal romanzo di Atzeni. Molti i documentari a sua firma sulla Sardegna. Attento alla narrativa sarda la sua filmografia è considerata parte di una Nouvelle Vague artistico-letteraria che da qualche tempo comprende anche una cinematografia sarda autoctona. Per il nuovo film la produzione è la stessa del film di Tornatore La migliore offerta.

Il regista, che ha firmato un episodio della fiction Crimini con soggetto e sceneggiatura di Marcello Fois e Massimo De Cataldo e ha terminato da poco un documentario su De André che uscirà a ottobre, ci racconta che stava “inseguendo” questo film da cinque anni e che è riuscito ad avere esattamente il cast che voleva:

Un’idea di un film che partisse dalla Tempesta mi ha sempre accompagnato -ci racconta-. “C’è sempre qualcosa di Shakespeare nei miei film. La stoffa dei sogni nella mia storia è lo svelamento della favola del teatro, del bisogno della “sponda” del teatro per capire la vita e l’animo umano. La tempesta viene messa in scena, nel film, da guitti e camorristi, in un’isola-carcere. La sceneggiatura è mia e di Ugo Chiti“.

Perché proprio l’Asinara?
L’Asinara la conosco da tantissimi anni, da quando è tornata ad essere un’isola della Sardegna. Qui si può raccontare la storia d’Italia del Novecento, dalle Br a Cutolo al maxi processo, a Falcone e Borsellino. Un’intera storia che transita di qua.

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