Lettera ad Acam, di Paola Patrignani

Cara Redazione,

leggo su un quotidiano della carta stampata di oggi  l’ennesima storia di fatica e sofferenza, una delle tante che colpisce persone che con dignità e infinita fatica cercano di  tirare avanti. Questa volta si tratta di una donna di 53 anni, con una bimba meravigliosa, che con uno stipendio deve far quadrare il bilancio familiare e sobbarcarsi anche le inadempienze di un ex marito che neppure rispetta le disposizioni del Tribunale per il pagamento degli alimenti necessari per il mantenimento della bimba, un “ex marito” che semina guai e problemi uno dietro l’altro.
Mi astengo dal dire cosa ha saputo fare quest’individuo prima della separazione…  Così questa donna forte, dapprima da sola, poi richiedendo aiuto ad associazioni ed enti pubblici, amici che la sostengono come meglio possono, me compresa, cerca di uscire dai problemi con tenacia.
Ha trovato porte che si sono aperte, altre invece che, inspiegabilmente, sono rimaste chiuse e serrate, come quelle di Acam.
Acam spreca e non sente ragioni con i più deboli.
Quell’ACAM che proprio per il gas è stata acquisita da Eni per evitare il default.
Quell’Acam denunciata nel libro di Renzo RaffaelliProfondo Acam“.
Cara Acam, dopo aver tanto sprecato non puoi infischiartene di tutto…
E’ un lusso che non ti puoi concedere…
Cara Acam, il lavoro ti è arrivato.
Nel centro della Spezia ti sono stati appaltati lavori che ti danno respiro.
Lo stesso respiro va dato alle persone in emergenza.
Questa donna, di fatica ne ha fatta fin troppa, ora basta.
Serve un aiuto concreto.
Per lei e per la sua meravigliosa bambina.
Grazie per chi vorrà ragionare ed trovare una mediazione.
Se si vuole si può tutto….
Non si può togliere il gas in un nucleo familiare di 2 persone di cui una minore.
Non si può, tanto più se in passato si è stati poco virtuosi.
Grazie per la pubblicazione.
Un caro saluto.
Paola Patrignani
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