Baldino e Casagrande: nuovo percorso di protesta attiva

LA SPEZIA– In politica non dovrebbero contare i numeri, ma i principi e le idee. Semmai i numeri vengono dopo, quando la gente è chiamata a scegliere. Se contassero i numeri, infatti, ieri sera sotto il Palazzo Comunale saremmo stati non in quaranta, ma in quarantamila. Sarebbero state lì con noi tutte le persone che non votano più da anni e il cui numero cresce, in questa città, ad un ritmo impressionante. Sono i delusi della politica, messa in scena come una vecchia “tragedia greca“, diventata nel tempo, nel nostro Consiglio Comunale,  una “farsa napoletana” in  tre atti (visto la durata e le sospensioni create ad hoc da quel bel conclave di individui). Sono i quarantamila che vedono la città per quello che è e non per quello che viene loro promesso da chi di politica vive e da chi magari spererebbe di viverci un domani. Sono quelli che non escono di casa, neanche per andare a votare, perché in quel “campionario umano” che è la politica spezzina non saprebbero proprio identificare un “meno peggio” al quale dare fiducia.

Quelli ieri sera c’erano e credetemi era una folla rumorosissima anche se silenziosa. Urlano non votando, il che è lecito anche se “i signori del conclave” lo ritengono deprecabile. Deprecabile è invece che una parte così ingente della cittadinanza sia stata messa, anzi di più direi… quasi obbligata in questa situazione. Federici dice di non capire il perché di una manifestazione da basso del “suo palazzo” e si chiede se questa voglia essere una delegittimazione del Consiglio Comunale. No, rispondo io. Il Consiglio Comunale si è già abbondantemente delegittimato da solo e infatti i propri lavori si svolgono normalmente nel deserto più assoluto. Si riempie solo quando qualche formazione politica raduna come ieri le truppe portando lì la propria claque. Si è riempito solo quando “dieci sfigati” , termine usato guarda caso sia da Federici che, ieri, in modo direi veramente “sfigato“, da qualche signore della opposizione si sono organizzati e hanno presenziato (sempre e solo) in totale autonomia. Lì in quel luogo, tali signori sono stati insultati dalle istituzioni e hanno dovuto subire, senza alcune possibilità di replica. Lì in quel luogo, hanno sentito insultare chi in questa città cerca di fare dell’informazione chiara e coraggiosa (n.d.r. Sondra Coggio).  Insomma… in quel luogo ne hanno sentite proprio dire di tutti i colori, ma non hanno visto risolvere neppure uno dei loro problemi…e sì che in questa martoriata città di problemi ne abbiamo.

Ieri (7 luglio), l’ennesima farsa : Consiglio Comunale straordinario per Pitelli: viene richiesto che si svolga proprio nel paese spezzino tristemente noto in tutto il mondo per la sua funzione di immondezzaio di famiglia che le nostre amministrazioni precedenti hanno autorizzato diventasse, ma poi invece, e aggiungo, ovviamente, si respinge e si sceglie il Palazzo. Nessuno si indigna e nessuno protesta. Grillo in città non lo abbiamo (Beppe si intende… l’altro lo abbiamo avuto perché a Spezia non ci siamo proprio mai fatti mancare nulla) e dunque ci si deve accontentare di quello che passa il convento. Ma quel punto il problema sorge…. c’è chi di sentire le solite idiozie faziose propagandate per “verità assolute” non ci sta e minaccia di disertare : ma disertare una discussione per Pitelli è brutto e verrebbe sicuramente strumentalizzato. Si pensa quindi di protestare, improvvisando noi un’ assemblea per Pitelli e di indirizzare dunque un nuovo percorso di “protesta attiva“, fatto di parole che raccontano i fatti e i problemi (e ne individuano anche possibili soluzioni) .

Si apre un nuovo modo di interpretare il “fare opposizione“. Un modo che ci metterà a contatto, quartiere per quartiere, con i reali problemi della città e di chi la abita e che ci auguriamo possa ascoltare le voci di chi, in questa città ha scelto di non scegliere, e lo ha fatto semplicemente perché dopo ottanta anni di politica spezzina che ha portato via alla città tutto quello che poteva rubare, dal mare agli alberi passando per l’occupazione e la speranza… trovare un nome o una bandiera è cosa veramente impossibile! Dunque , per quanto ci riguarda, ieri sera è andata benissimo. Di sotto c’era gente  rispettabilissima, che ha scelto in totale autonomia di non salire. Era lì, invece che (vista la serataccia piovosa e ventosa) a casa propria. Molti (beati loro) erano in vacanza, ma ci hanno seguito in streaming. Un consigliere comunale (che ringraziamo) ci ha messo la faccia, riconoscendo dunque le nostre ragioni,  Edmondo Bucchioni di Rifondazione Comunista aprendo dunque con noi contestatori un dialogo che proseguirà certamente. Portiamo a casa un inizio di percorso incoraggiante. Ci incontreremo ancora, subito dopo le vacanze o forse già dal prossimo Consiglio Comunale, per far sì che gli spezzini si possano riappropriare di qualcosa che in questa città manca ormai da molto tempo: il dialogo politico!

Spezia c’è!

(Massimo Baldino e Rita Casagrande)

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